Verità e sassolini. Marcus Thuram ne ha detto tante (di verità) e se n'è tolti tanti (di sassolini) dalle scarpe nell'ultima diretta Instagram che ha creato scalpore, ma che sicuramente ha anche aperto gli occhi a chi li ha voluti tenere chiusi per tanto tempo. A convenienza. E l'ha fatto nel modo più genuino possibile: parlando in maniera diretta, senza troppi giri di parole, in un vincente mix tra l'ironico e il serio.

Nella chiacchierata, che tra gli altri ha coinvolto anche i compagni di avventura Hakan Calhanoglu, Denzel Dumfries e perfino qualche tifoso che seguiva incuriosito il primo siparietto social post scudetto, Tikus ha toccato il delicato tema dell'odio nel calcio. Che spesso e volentieri sfocia nella peggior maniera proprio sui social, dove i 'leoni da tastiera' si sentono al sicuro dietro nickname fake anche quando arrivano addirittura ad auguarare morte e malattie varie. A giocatori, chiaro, ma anche a mogli, figli... e chi più ne ha più ne metta. L'ultimo caso interista in questo senso, neanche a dirlo, è quello di Alessandro Bastoni.

Una vergogna, a prescindere dal colore della maglia e dalla fede sportiva. "Fuori dal mondo Inter c’è gente che non ci vuole davvero bene, che ha davvero tanta cattiveria - ha tuonato Thuram, munito degli insepariabili occhiali da sole blu a specchio, parlando con Calha -. Posso capire che tifano altre squadre, ma questa cattiveria non la capisco. Cosa abbiamo fatto? Niente. Andiamo in campo, andiamo a lavorare, giochiamo, a volte vinciamo, spesso vinciamo. Ma il problema non è questo, ma che c’è gente cattiva che vuole vederci morire. Ma ti rendi conto? A noi e ai nostri tifosi vogliono ammazzarci. Questo fa male agli occhi, quasi piango quando penso a questa gente, ed è per questo che uso gli occhiali" ha aggiunto, con l'immancabile sorriso che lo caratterizza. Verità, appunto, ma anche sassolini. 

Il primo se l'è tolto difendendo Calhanoglu, anni fa vittima dell'evitabile uscita di Zlatan Ibrahimovic durante la festa scudetto rossonera, quando lo svedese aizzava il pubblico milanista contro l'ex di turno, appena passato all'Inter. E via al coro "Calhanoglu figlio di p*****a". Questa volta il "Mandate un messaggio ad Hakan" l'ha pronunciato (ovviamente tra le risate) proprio Tikus ai suoi follower mentre attendeva che il turco entrasse in live. La frecciata è arrivata anche per chi ha parlato prima del tempo, criticando e condannando precocemente i nerazzurri per non aver vinto diversi scontri diretti e per l'età della rosa: "Calha ce l'hanno con noi. Sai? Non vinciamo i big match, siamo vecchi. Hanno fatto un premio per quelli che vincono solo i big match". Verità e sassolini, con un tricolore appena cucito sul petto. Siamo tutti Marcus Thuram. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.