Inizio l’editoriale con un ricordo, doveroso, di Evaristo Beccalossi. Tutti gli interisti della sua epoca lo hanno ammirato in campo. Io ho avuto il piacere di poterlo intervistare più volte. Quando sei dall’altra parte, cioè stai lavorando, puoi apprezzare – o meno – anche la persona. Ecco, tutte le volte che ho avuto a che fare col Becca vi assicuro che è stato un piacere, professionalmente e personalmente. Non tutti erano, sono e saranno disponibili, competenti e umani come lui, anzi. Un campione sotto ogni punto di vista. 

Cambiamo ora argomento. E facciamo un po’ di polemica. O meglio, evidenziamo alcune questioni particolari.

Il calendario birichino. La Marotta League. I giocatori infortunati delle rivali. I contendenti scarsi. La coppa di Portogallo. Gli arbitri tifosi. La rava e la fava. Negli ultimi anni, o meglio, tutte le volte che l’Inter vinceva, era prima in classifica o in finale di Champions League, non era mai per i detrattori dei nerazzurri merito della squadra di Inzaghi o di Chivu. E dei calciatori. C’era sempre una motivazione esterna che favoriva il club di Viale della Liberazione. E pazienza che per portare avanti questo giochino – senza quindi dire: “Sono i più forti, giocano bene e meritano di essere dove sono” - i tifosi col microfono dovessero sminuire le stesse proprie squadre. D’altronde non è importante che si parli bene o male di questo o di quello, l’importante è solo che se ne parli. Siccome però mi aspetto molto più da certi argomenti e per professionalità e senso di responsabilità verso il lettore dico sempre quello che penso – che sia giusto o sbagliato, amen se va contro quello che uno vorrebbe sentirsi dire – oggi si devono solo fare i complimenti all’Inter. Il campionato è stato dominato. E con una doppietta Chivu entrerebbe con merito – e con maggiore forza – nella storia nerazzurra. Sicuramente la Supercoppa e la Champions non sono andate altrettanto bene, perché il concetto non deve essere quello di vincere per forza, ma quello di competere al massimo delle proprie potenzialità. Per questo si devono avere dei rimpianti per quelle competizioni. Per quello si deve imparare dai propri errori per un futuro ancora più vincente.

Ovviamente però, dopo aver esultato per il 21°, è normale che l’interista voglia farlo anche per la decima Coppa Italia, quella della coccarda. Per rispondere a chi ha sempre una scusa per darti contro, ci sarà tempo. Ma si potrebbe pure non farlo

Sezione: Editoriale / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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Simone Togna
Studio. Ricerca. Passione. Sogni e ricerca della realtà. Se c’è una storia interessante, mi piace ascoltarla e raccontarla. Giornalista professionista. Interviste esclusive, mix zone, match internazionali e appostamenti di mercato sono il mio pane quotidiano.