Il mercato ha i suoi tempi, i suoi intoppi, le sue svolte. La trattativa per portare Christian Eriksen all'Inter ha portato qualcuno a temere che l'affare potesse saltare, non concludersi. Al limite finire posticipato a giugno. Ma alla fine il danese 27enne sarà un rinforzo per Antonio Conte già nel corso di questa stagione. E che rinforzo.
Iniziamo dai dati: quest'anno il rendimento del centrocampista è stato sicuramente sotto le aspettative così come le sue presenza da titolare. Non è di certo questa, insomma, la sua miglior stagione col Tottenham, anzi. Da quando, dopo la finale di Champions contro il Liverpool, comunicò l'intenzione di non rinnovare con gli Spurs, ha vissuto in una sorta di limbo, tra mercato, voglia di proseguire la carriera altrove e i problemi di una squadra che ha esonerato Pochettino e ora viaggia a una trentina di punti dai Reds, capolisti di Premier.
Ma Eriksen resta l'unico giocatore, assieme a David Beckham, ad aver realizzato almeno 10 assist per 4 stagioni in Premier League ed è il miglior giocatore per numero di assist nel campionato inglese, da quando, nel 2013, vi ha messo piede. Da molti ritenuto uno dei migliori centrocampisti d'Europa, è preciso nei passaggi e potente nelle conclusioni. Ma è anche, e soprattutto, tanto altro.
Dal suo arrivo al Tottenham ha giocato sia come mezz'ala nel 4-3-3 di Villas Boas sia come esterno sinistro nel 4-4-2 di Sherwood. Pochettino, che lo ha reso il giocatore attuale, lo ha avvicinato alla porta e trasformato in un trequartista. Eriksen, infatti, ha nella raffinatezza di piede e di pensiero molte caratteristiche di un numero 10. A centrocampo si può dire abbia giocato e sappia giocare ovunque: come mezz'ala di destra o di sinistra ma anche a ridosso della linea d'attacco.
Leggenda narra, ad esempio, che una delle sue migliori prestazioni in maglia Tottenham sia avvenuta proprio contro il Chelsea di Conte quando Pochettino lo schierò, assieme a Dele Alli, alle spalle di Harry Kane. All'Inter, intuitivamente può prendere il posto di Stefano Sensi nel noto 3-5-2, al fianco di Barella e Brozovic, senza escludere, però, che il tecnico leccese, come accaduto ai tempi della Juve e ancora del Chelsea, possa effettuare una virata di modulo a stagione in corso, magari verso un 3-4-1-2 che porterebbe il danese alle spalle del duo Lukaku-Lautaro. Situazione tattica che, tra l'altro, è capitato di vedere a gara in corso.
Ma quando un giocatore ha le caratteristiche di Eriksen, come e dove piazzarlo difficilmente può rappresentare un problema. Dotato dell'estro e della fantasia di chi si muove abilmente tra il ruolo di mezz'ala e quello di trequartista, dell'imprevedibilità di chi si nasconde tra le linee, è intelligente anche nei movimenti senza palla. Ama abbassarsi sulla linea dei mediani per ricevere palla, dirigere le transizioni, ampliare la manovra, attaccare la profondità e persino svariare sul fronte offensivo.
Un creatore di gioco, un regista a tutto campo che spesso predilige non avere una posizione rigida e troppo definita. Pochettino, inoltre, gli ha inculcato elementi che sono l'anima della filosofia calcistica che Conte ha cercato di trasmettere all'Inter nelle sue edizioni migliori: pressing alto e aggressione dell'avversario per recuperare subito la palla (quello che i nerazzurri sono riusciti a fare nelle loro serate migliori in Champions o a Napoli in campionato). Non si creda infatti che Eriksen sia dedito solo a creare: in fase di non possesso, infatti, ha avuto spesso la tendenza ad andare a infastidire l'avversario, cosa che Conte chiede sempre ai suoi interpreti (alcune statistiche del danese recitano 12 alla voce chilometri percorsi in una singola gara, dato che, nella rosa interista, il solo Brozovic regge).
Eriksen sa presentarsi, insomma, per primo a pressare l'avversario, sa guidare la squadra per tenerla alta. Ha il piede giusto per concludere ma soprattutto, i numero parlano chiaro, per fare assist. Ultima annotazione: è un tiratore di punizioni, una manna per una squadra che in questa specialità non eccella e non segna da... nessuno si ricorda più nemmeno da quando. Ha bisogno di ritrovare la condizione e la fiducia dei giorni migliori così come la confidenza con una squadra e un campionato nuovi. Ma se c'era un giocatore in grado di essere determinante per l'Inter e alzarne il valore di colpo, quello è proprio Eriksen. Uno che sa fare tante cose che all'Inter mancano, uno che può essere fondamentale.
VIDEO - ECCO ERIKSEN! LAMPI IN ALLENAMENTO: SOMBRERO AL VOLO AL COMPAGNO
Autore: Giulia Bassi / Twitter: @giulay85
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