Quella con il Neftchi Baku è una di quelle gare che non invitano certo ad essere presenti al Meazza. Molti così preferiscono di gran lunga rimanere sul ‘bivano’ nerazzurro di casa loro – chi se la ricorda la trovata pubblicitaria della scorsa stagione con testimonial azzeccatissimo, visto il numero di panche raccolte,  il biondo puntero Diego Forlan? - Risultato ininfluente, qualificazione in tasca e, comunque, – dopo la sconfitta con il Kazan – primo posto inarrivabile. La Curva si piazza al secondo anello verde come al solito (anche se in altre occasioni per partite per pochi intimi come questa si trasloca e si scende al primo). Qualche coro per scaldarsi nel deserto delle gradinate. Alla fine sul taccuino si contano poco più di 6 mila paganti. Con gli abbonati che entrano gratis, in ogni caso, non si arriva alle 10 mila presenze. Benché lo spicchio d’arancio verso il primo blu sia inondato da una marea di ragazzini delle scuole calcio che si fa sentire. Nota di colore c’è anche qualche tifoso Azero. Si piazzano al primo anello arancio. Al gol del pari del Neftchi sono chiaramente visibili. Spuntano le bandiere e anche un fumogeno.

La gara è poco più di un allenamento. Qualche buona giocata, un Livaja che ne fa tre, anche se l’arbitro ne vede solo due, e il tandem Cassano-Yuto che dà brio alla ripresa. Tutto qui. Basta e avanza. La Nord, intanto, seguendo l’esempio dell’Undici di Stramaccioni si prepara alla gara di domenica contro il Napoli. Partono i primi cori contro Napoli e i napoletani. La rivalità è accesa. Stavolta, tra l’altro, in gioco ci sarà il secondo posto e il ruolo di ‘anti-Juve’ ufficiale. Ma l’acredine tra le due tifoseria è di antica data. Chi se lo ricorda lo striscione da totale censura appeso sulla copertura del terzo anello di San Siro nella stagione 88-89 che ‘consigliava’  a Hitler di far fare ai napoletani la stessa fine riservata al popolo ebraico? Da lì in avanti un escalation di tensioni e incidenti. Beninteso, non che quando i pochi nerazzurri coraggiosi scendano al San Paolo le cose vadano meglio. I fatti di cronaca con accoltellamenti vari si sprecano.

Così, ormai da anni Inter Napoli è considerata dal Viminale una partita ad alto rischio. Vendita dei tagliandi riservata solo ed esclusivamente ai residenti a Milano e provincia. Fu così il primo anno in cui i partenopei ritornano in serie A.  Fu un disastro. Una delle gare in cui si rischiò di più per l’incolumità fisica di chi allo stadio va giustamente solo per tifare e guardare la partita. Settore ospiti che, ovviamente, non è previsto perché in teoria i napoletani dovrebbero starsene a casa. Con il piccolo particolare – sfuggito ai vari Osservatori sulla violenza negli stadi e ai ‘grandi’ esperti della materia – che al Nord e nella nostra Milano di emigrati partenopei ce ne sono e in quantità.  Risultato: secondo anello blu occupato ‘manu militari’ dai napoletani, abbonati nerazzurri fatti sloggiare con le buone e non solo,  e moltissimi tifosi azzurri a stretto contatto con gli interisti in diverse altre zone dello stadio. Naturale conseguenza di questa gestione ‘intelligente’ dell’ordine pubblico tafferugli anche dentro al Meazza con ‘squadracce’ nerazzurre partite dalla Nord per farsi giustizia sommaria sugli invasori vesuviani. Solo l’intervento della sicurezza e degli steward nerazzurri evitò il peggio. Ma quella volta più di un calcio e più un cazzotto volarono sugli spalti del Meazza. Stavolta, chiedere che questa sfida sia solo una partita di calcio suonerebbe un po’ da ingenui. Almeno si spera la sicurezza venga gestita in modo più accorto.

Fabrizio Valenti

Sezione: Dalla Curva / Data: Ven 07 dicembre 2012 alle 16:23
Autore: Redazione FcInterNews / Twitter: @FcInterNewsIt
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