Sono 150 i lavoratori senegalesi ai quali Keita Balde, ex attaccante di Lazio e Inter ora in forza al Monaco, ha prestato il proprio aiuto garantendo vitto e alloggio per un mese in una struttura di Llerida, in Catalogna. Intervistato dal Corriere della Sera, il senegalese, oltre a spiegare i motivi del gesto, parla anche del tema razzismo nel mondo del calcio e non solo: "Gli episodi si ripetono puntualmente purtroppo. E io darei tutti i soldi che ho guadagnato in questi anni, se servissero a far sparire il razzismo. Ma dipende dall’educazione e dai valori delle persone. Non è semplice. L'esultanza in ginocchio? Deve essere un gesto spontaneo e non sempre nella foga del momento uno ci pensa. Ma se accade, ben venga".

Negli stadi italiani c’è più razzismo che altrove? "In Italia il problema si ripresenta spesso e bisogna fare in modo che accada meno. A volte sono pochi scemi a comportarsi male. Però c’è gente cattiva, che cerca di attirare l’attenzione e non va sottovaluta. Chi non vive in Italia e non conosce tutte le belle persone che ci sono da voi, può essere spaventato quando succedono certi episodi. Io mi sono trovato benissimo e non giudico un Paese per cento che sbagliano: però — tutti insieme — dobbiamo cercare di abbassare quel numero". Spazio anche al calcio giocato e alla sua esperienza italiana: "Con la Lazio sono cresciuto, ho imparato tanto e sono diventato grande. Con l’Inter è stata un’esperienza breve ma molto intensa. Calcisticamente, mi è rimasta la componente tattica italiana, soprattutto nel posizionamento senza palla. Il futuro? Per adesso sto bene qua a Monaco, ho altri due anni di contratto. Cerco di migliorarmi tutti i giorni. E non solo dentro a un campo di calcio". 

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Sezione: Copertina / Data: Mer 08 luglio 2020 alle 14:43
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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