Che sia di tre settimane fa o dell'altro ieri, la sostanza non cambia. L'intervista rilasciata da Romelu Lukaku a Sky è una scarica di adrenalina in un periodo in cui l'unico argomento trattato nel mondo del calcio è il COVID-19 con variante. Che il belga non fosse entusiasta dei primi mesi a Londra non era un mistero, ma certe dichiarazioni lasciano un senso di smarrimento. Oggi l'Inter e i suoi tifosi di certo non sentivano il bisogno di un proposito del genere.


La squadra di Simone Inzaghi ha messo da parte il suo addio inatteso e doloroso, rimboccandosi le maniche e facendo il possibile per non rimpiangerlo. Missione ad oggi non compiuta, di più. Ancora meglio, se si pensa che con la cessione al Chelsea l'attaccante ha garantito serenità finanziaria alla società nerazzurra. No, davvero, non era un regalo di fine anno richiesto. Spiace che Big Rom non se la passi bene a Londra, ma d'altronde lui stesso sapeva che quell'ambiente l'aveva già rigettato e che nel complesso il calcio inglese non fa per lui. Pensava di tornare con in testa la corona guadagnata a Milano, ma c'è voluto poco perché Thomas Tuchel lo delegittimasse sul campo, mortificando anche l'enorme investimento da parte di Marina Granovskaia.

Un'intervista rumorosa, alle spalle persino dell'agente Federico Pastorello che ora avrà il suo bel da fare per spegnere l'incendio. Già, perché se molti interisti sono rimasti sorpresi, alcuni smarriti, altri ulteriormente delusi dalle parole dolci del belga, ci si domanda come dovrà comportarsi il direttivo dei Blues nei suoi confronti, alla luce della reazione a dir poco stizzita dei tifosi inglesi che già non è che avessero un feeling particolare con lui. Un bel problema di ambiente da rivolgere internamente, visto che è improbabile una sua partenza già a gennaio. Pessima tempistica, tra l'altro. A Lukaku gli interisti sono affezionati, il suo addio li ha delusi ma c'è che ha giurato amore e si è comportato peggio di lui. Che quanto meno ha contribuito enormemente alla conquista dello Scudetto.



Le sue scuse sembrano sincere, ma la sensazione è che tutto i contorno siano lacrime di coccodrillo, perché se al Chelsea fosse fondamentale come sperava di essere di certo non avrebbe fatto questa gigantesca inversione a U. Ora è troppo facile, Big Rom. Poi, a dir la verità, poteva limitarsi a chiedere scusa, a fare mea culpa e ammettere di aver sbagliato ad andarsene e soprattutto in quel modo. Ma la scusa del rinnovo è ridicola: altri tre anni di contratto non erano sufficienti per sentirsi dentro al progetto? L'amore dei tifosi e la ritrosia della dirigenza ad ascoltare offerte per lui non erano abbastanza? Classico scaricabarili per togliersi un po' di responsabilità di dosso e condividerla con terze parti. Così no, non va bene.

Poi il personaggio lo conosciamo, anche al Manchester United fece di tutto per venire all'Inter, l'estate scorsa ha solo replicato. Nel senso che quando vuole una cosa fa di tutto per raggiungerla. Anche per questo escludere al 100% un suo ritorno sarebbe pretestuoso, anche se le condizioni economiche sarebbero inaccessibili per l'Inter di oggi. A gennaio non se ne parla, mettere mano a un giocattolo che funziona solo per voglia di strafare sarebbe deleterio. In estate, se la volontà di tornare all'Inter rimarrà la stessa, sarà Pastorello a dover trovare il modo perché i nerazzurri non debbano sborsare nulla di più di quanto oggi guadagna Alexis Sanchez, colui che sulla carta potrebbe salutare nel reparto offensivo.

Fantamercato oggi, ma nulla è impossibile. E in quel caso, più delle goffe parole dell'intervista a Sky l'unico modo per farsi perdonare dai tifosi sarebbe portare l'Inter sempre più in alto, sul campo. Questo sì che lo sa fare. Perché gli interisti sono orgogliosi, ma non chiudono mai la porta se non li offendi in modo irreparabile e difendi sul rettangolo di gioco questi colori (ogni riferimento è puramente voluto). E Romelu è sempre Romelu.

Sezione: Calci & Parole / Data: Ven 31 dicembre 2021 alle 18:29
Autore: Fabio Costantino
vedi letture
Print