Christian Manfredini, in esclusiva per Tuttomercatoweb, torna sull'argomento Sneijder e si rivede quando ai tempi della Lazio fu emarginato, tanto da dover far causa per mobbing.

Christian Manfredini, il caso Sneijder fa tornare alla ribalta il problema mobbing nel calcio. Tu sei stato effettivamente vittima di ciò. La situazione dell'olandese ricorda la tua?

"Sì, il caso Sneijder mi ricorda vicende societarie che ho vissuto alla Lazio. A me successe questo: eravamo andati fuori rosa in 11 tra cui anche giocatori come Pandev e Ledesma che non volevano rinnovare il contratto e furono messi fuori rosa. Io invece non rientravo nei piani societari, sebbene avessi ancora due anni di contratto. Mi proposero di andare in una squadra ma io rifiutai e siccome la situazione era da risolvere andai a parlare con Lotito per trovare un accordo, magari rinunciando al secondo anno di contratto e ottenendo il primo anno come buonuscita. Lotito mi rispose che al massimo mi avrebbe dato tre mesi. Io ovviamente rifiutai e ritenni la questione chiusa".

Quando è entrato in scena il mobbing?

"Non mi facevano più allenare col gruppo, non mi facevano partecipare a nessuna gara. Io ed altri indesiderati ad allenarci a parte. La cosa incredibile è che quando denunciai l'accaduto dei miei compagni di squadra, gente con cui ho avuto anche rapporti d'amicizia e che vedevano chiaramente la situazione, nessuno è venuto a testimoniare. Tutti ad aver paura di vendette da parte della Società".

Come hai fatto a far valere le tue ragioni?

"Andavo in campo con la videocamera, facendo vedere l'orologio, il giornale con la data. A fare ste cose sembravo un sequestrato. Però se non le facevo non vincevo la causa perché per quanto palese fosse il mobbing nessuno veniva a vedere e la Società poteva benissimo dire che io mi allenavo col gruppo".

Alla fine hai vinto la causa.

"Sì, per il primo anno. E ho ricevuto un indennizzo, oltre alle 24 mensilità che mi spettavano. Tutto ciò non sarebbe successo se Lotito avesse accettato di trattare la rescissione, ma alla Lazio queste cose si fanno sempre. Il problema è che se la Lega gli dà la possibilità di continuare la situazione non cambia. E ci sono ragazzi che erano con me che per colpa sua hanno finito di giocare. Adesso ".

Moratti dice che nei confronti di Sneijder non c'è mobbing. Stramaccioni parla addirittura di celta tecnica.

"Ma queste sono cose che fanno dire al tecnico, mi sembra chiaro. Come quando Pandev era stato escluso dalla Lazio Ballardini nella testimonianza arrivò a dire che fu per scelta tecnica. Proprio uno come Pandev, importante com'era alla Lazio...".

Insomma non cambia molto dal tuo caso a quello dell'olandese.

"Alla fine è sempre quella la situazione. Vorrei sottolineare come nessuno abbia puntato la pistola a Sneijder quando gli hanno fatto firmare il contratto. Capisco che una società debba abbattere i costi, ma si può arrivare a soluzioni in altri modi".

Sezione: News / Data: Gio 29 novembre 2012 alle 23:09 / Fonte: TMW
Autore: Guglielmo Cannavale / Twitter: @guglicannavale
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