Dieci proposte per risollevare un sistema in crisi. Il presidente dimissionario della FIGC Gabriele Gravina, pochi giorni dopo le dimissioni in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026, ha pubblicato un decalogo che viene definito come un ultimo atto di responsabilità verso il sistema calcio italiano, mettendo a fuoco criticità e provando ad esplorare le possibili soluzioni ai problemi. Una relazione che doveva essere il contenuto della audizione prevista per Gravina alla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, audizione tuttavia cancellata dopo le dimissioni di Gravina. «Il giorno dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2026.

Dopo una dettagliata analisi delle criticità del sistema calcio, Gravina elenca punto per punto le sue soluzioni:

Diritto alla scommessa: introduzione di una quota dei proventi delle scommesse da destinare al calcio, in linea con principi europei, con vincoli di utilizzo per infrastrutture, settori giovanili e contrasto alla ludopatia; misura già sperimentata ma mai resa strutturale.

Credito di imposta: incentivi fiscali sul modello del tax credit per sostenere gli investimenti dei club in giovani calciatori e calciatrici (under 23) e nello sviluppo degli impianti sportivi.

Regime fiscale per professionisti dall’estero: ripristino, eventualmente riformulato, delle agevolazioni fiscali abolite nel 2023 per attrarre talenti internazionali e aumentare la competitività del calcio italiano.

Pubblicità delle scommesse: superamento del divieto introdotto nel 2018, ritenuto inefficace nel contrasto alla ludopatia e dannoso per i ricavi dei club, soprattutto rispetto al contesto europeo.

Investimenti negli stadi: adozione di misure di sostegno pubblico e strumenti per attrarre capitali privati per la costruzione e l’ammodernamento degli impianti, anche in funzione di Euro 2032.

Status di impresa sociale per le Federazioni: riconoscimento di uno status giuridico che consenta agevolazioni fiscali o la reintroduzione della possibilità di reinvestire utili in attività sociali e di base.

Calcio femminile: rifinanziamento stabile del sostegno pubblico al professionismo, oggi sostenuto quasi interamente da club e Federazione a fronte di costi crescenti e ricavi limitati.

Calcio giovanile: rilancio tecnico del sistema attraverso maggiore centralità della tecnica, formazione dei formatori, sviluppo dell’attività di base e riorganizzazione delle strutture federali dedicate al talento.

Riforma dei campionati: revisione complessiva dei format di Serie A, B, C e D (numero di squadre, promozioni e retrocessioni), attualmente bloccata per mancanza di accordo tra le componenti.

Riforma arbitrale: introduzione del professionismo arbitrale di vertice e revisione della governance dell’AIA, con ipotesi che vanno da una riorganizzazione interna a un modello più autonomo e strutturato.

Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 14:52 / Fonte: Calcioefinanza.it
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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