"Evaristo Beccalossi era innanzitutto, voglio proprio dire questo, una persona gentile", ha premesso Paolo Condò a Sky Sport, dove hanno ricordato Becca, leggenda nerazzurra venuta a mancare la notte scorsa. "Era una persona gentile e lo ricordo quando c'era il giovane cronista che si approcciava, non erano tutti semplici i calciatori di allora come non sono semplici i calciatori di oggi, lui lo era. Era veramente disponibile, aveva classe, la stessa classe che aveva nella vita la portava in campo" ha continuato prima di soffermarsi sul Beccalossi calciatore.

"Ha fatto impazzire i tifosi dell'Inter. Per alcuni anni a lui e ad Altobelli è legato il ricordo dello scudetto di Bersellini nel 1980. Il suo sinistro cantava e fu anche al centro di grandi polemiche perché Beppe Viola, che considero tra i migliori giornalisti sportivi che abbiamo avuto in Italia, coniò lo slogan mi chiamo 'Evaristo scusate se insisto' per caldeggiare la candidatura nazionale. Stiamo parlando della nazionale del 1982, con cui fece una cosa discreta poi in Spagna. C'erano i due grandi esclusi che furono Beccalossi e Fruzzo e fino proprio alla partenza quella era un'Italia che partì non giocando benissimo e quindi c'era questo slogan" ha ricordato Condò in attesa della seconda semifinale di ritorno di Champions League tra Bayern Monaco e Psg.

Sezione: News / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 20:38
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
vedi letture
Egle Patanè
autore
Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi