In queste ore continuano ad arrivare ricordi e testimonianze del mondo del calcio nei confronti di Evaristo Beccalossi. Ex compagni di squadra, avversari o semplicemente appassionati che lo hanno apprezzato sul rettangolo di gioco esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa di uno dei simboli del pallone italiano negli anni '80.

Alessandro Altobelli (Gazzetta dello Sport): "Il vero morto sono io, non mi do pace. Sono in Kuwait e sto cercando un volo per tornare... Ci capivamo in campo e fuori. Piaceva tanto alla gente perché era estroso e tecnico, tutti volevano essere come lui. Dal giorno che ci siamo conosciuti a Brescia, siamo sempre stati insieme. Lui era un fantasista anche fuori dal rettangolo di gioco".

Gianni Infantino, Presidente FIFA (Instagram): "Se amo il calcio, lo devo in gran parte a te. Mi hai fatto battere il cuore, mi hai indicato la via, mi sei stato amico. Oggi perdo una parte di me. Riposa in pace, caro Evaristo”.

Giampiero Marini (Adnkronos): "Evaristo era un carissimo amico, ci ritrovavamo spesso con altri ex Inter a cena e lui, più di tutti, portava allegria. Ci mancherà tantissimo. Ho ho avuto il privilegio di giocare con lui ed è stato un calciatore apprezzato tantissimo anche dalla tifoseria. Con lui, in campo, ho passato degli anni magnifici. Oggi è difficile trovare dei calciatori così, con quella classe e quella fantasia. Era nato per giocare, portava gioia. Bisogna vedere le cose eccezionali che ha fatto. E, secondo me, avrebbe potuto fare anche molto di più".

Fulvio Collovati (Gazzetta dello Sport): "Il risveglio che non avrei mai voluto avere. Perdo un amico, una persona che umanamente mi ha dato tanto. Con lui se ne va un pezzo di storia del calcio italiano. Come calciatore è stato uno dei più grandi talenti di sempre, un numero 10 di quelli che non esistono più. Era un giocoliere, amava avere il pallone tra i piedi e si arrabbiava se non glielo davi al momento giusto. Che poi era quando diceva lui (sorride, ndr). Come uomo era diverso da come appariva in campo, dove era molto competitivo e piuttosto esigente coi compagni. Varcata la porta degli spogliatoio, diventava un giocherellone: aveva un carattere talmente gioioso che il risultato lo lasciava in campo. Dopo una sconfitta, ad esempio, io rimuginavo e spesso restavo sulle mie. Lui, invece, sapeva subito tirare su il morale al gruppo con le sue battute. Ricordo che una volta mi disse 'per fortuna che noi calciatori non siamo pagati per i chilometri che corriamo. Altrimenti avrei fatto una vita di stenti e sacrifici'. E poi era il re dei 'gavettoni'. Quante secchiate d'acqua ai compagni...".

Aldo Serena (Profilo X): "Eri un genio in campo. Seguivi il tuo istinto che era pura fantasia. Il destro e il sinistro per te erano la stessa cosa. I tuoi dribbling erano ricami estetici più che una sfida con l’avversario. Protagonista di un calcio alla ricerca di emozioni". 

Ivano Bordon (Adnkronos): "Oggi mi viene in mente il bel periodo passato insieme, sono stati anni bellissimi. E penso a tutti i tifosi di calcio, non solo a quelli dell'Inter, perché è una perdita per tutti. Non serve aggiungere altro, dico solo ciao a Evaristo".

Paolo Bonolis (Adnkronos): "Evaristo Beccalossi ci ha fatto divertire tanto non solo come calciatore ma anche come persona. Era estremamente gradevole e simpatico. L'ho incontrato diverse volte allo stadio, persona sempre leggera, sempre allegra, ben disposto a tutto. Era esattamente quello che faceva in campo. Il carattere di una persona si manifesta anche nel modo di giocare. Giocatore impeccabile, grande fantasista e persona allegra, ecco più di tutto allegra come era allegro il calcio che proponeva".

Carlo Muraro (Tutto Mercato Web): "Era un giocatore fuori dalla norma. Sapeva usare entrambi i piedi, era imprevedibile in qualsiasi giocata. Avesse avuto continuità, secondo me, sarebbe stato paragonabile a Baggio o a quei giocatori lì. Lui e Canuti erano quelli che tenevano sempre il sorriso sulle labbra, trovavano sempre il momento giusto per scherzare. Lui secondo me ha avuto tante altre priorità, al di là del calcio, che probabilmente l'hanno anche frenato: era un pigro, mancava sotto l’aspetto difensivo”.

Gianfelice Facchettti (Gazzetta dello Sport): "Lascia in eredità un'idea di un calcio libero. Era uno di quelli più presenti e che rispondeva praticamente sempre sì agli inviti, cosa che non è da tutti. È un campione che lascia in eredità un'idea di un calcio più libero, più fantasioso, più estroso, che era il suo modo di stare in campo: nel calcio di oggi farebbe fatica a trovare spazio con tutti questi schemi e rigidità".

Enrico Ruggeri (Profilo X): "Del Campione si parlerà per sempre, l’uomo sarà luce per chi ti ha conosciuto. È stato un onore avere avuto un amico come te. L’abbraccio di ieri sera è stato uno dei momenti più strazianti della mia vita. Arrivederci Fantasista". 

Sergio Scariolo, coach Real Madrid di pallacanestro (Profilo X): "Grazie per le emozioni che hai regalato a un ragazzino, che prima stava in Curva Nord e poi l’ha amata, in un altro stadio.

Sezione: Focus / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 15:15
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.