Se c'era bisogno di un inizio elettrico dopo la sosta, ecco che i tifosi dell'Inter avevano ben intuito quello che sarebbe stato l'approccio dei calciatori di Chivu. Contro il Parma sviluppo dinamico e reazione veemente alle palle perse per il Biscione, che avanza a suon di cori dei tifosi. La scelta delle giocate in campo è incentrata sulla fiducia che viene coltivata da un errore incredibile in fase d'impostazione dei ducali: Keita sbaglia e Sucic ne approfitta, scaraventando in porta il vantaggio dei nerazzurri con un tiro prorompente. E dire che la squadra di Gilardino aveva provato a impensierire la retroguardia nerazzurra con qualche sortita in profondità, sfruttando la corsa di Elphege ed El Bilal Touré. L'incrocio dei destini è come quell'attimo che fugge via. Il pestone di Diego Carlos è netto, ma l'arbitro Bonacina non lo vede subito e, dopo revisione al VAR, decreta il penalty per l'Inter. Un inizio davvero veemente e affamato: Calhanoglu trasforma il rigore anche se Corvi aveva intuito la direzione del tiro (sebbene fosse potente).

TOTALITÀ DI ATTACCO: CHE BELLEZZA. Ciò che riesce meglio all'Inter è l'attacco con armi differenti, ma allo stesso tempo efficaci. Così Pio e Thuram sono complementari nei movimenti: vengono in contro al pallone e attaccano la profondità, facendo molto male a una retroguardia ducale molto sconclusionata nei movimenti. Alla mezz'ora si scatenano ancora i ragazzi di Chivu e trovano la combinazione del tris: scambio rapido tra Mkhitaryan e Esposito, la profondità di Thuram è servita, così come il diagonale implacabile che trafigge Corvi. Quel che stupisce dell'Inter è la fame da grande squadra: aggressività molteplice e multipla nei duelli, la truppa parmense non ha nemmeno il tempo di respirare ogni volta che prova a costruire una parvenza di azione. Verso il viale del tramonto del primo tempo aggancio fantastico di Pio che alleggerisce per Dimarco, il cui tiro va a centimetri dal poker. Tutto facile per l'Inter, che gestisce e costruisce a piacimento. Ma soprattutto fa divertire il pubblico di San Siro, che è a dir poco estasiato dalla prova collettiva della prima frazione.

LA GESTIONE AGEVOLE. Nel secondo tempo la spinta del Biscione cala un pochino, c'è tempo e spazio per l'ingresso in campo di Spence che fa vedere qualche interessante cavalcata sul settore destro del campo. Nel frattempo il Parma prova a reagire in qualche circostanza, ma la sensazione pratica è che i ducali cerchino di limitare i danni non scoprendosi troppo. Intensità in fase offensiva, gestione in quella difensiva. Si vedono eccome le idee della formazione di Chivu, che non si perde d'animo anche quando fa qualche pressione errata. E' anche vero che le imprecisioni degli avversari hanno agevolato la possibilità di concretizzare il clean sheet nella serata di San Siro, ma l'atteggiamento è stato comunque super-positivo nel complesso. Questo successo porta l'Inter momentaneamente in testa alla classifica del campionato in solitaria.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 11 ottobre 2026 alle 08:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione