Questa sera, prima di Inter-Parma, il Secondo Anello Verde Milano esporrà una coreografia che ha preparato per celebrare i cento anni di vita di San Siro, nella prima occasione utile per ricordare il compleanno che era caduto il 19 settembre scorso. La parte più calda del tifo nerazzurro lo ha spiegato in un lungo comunicato, precisando anche che è arrivato il divieto di esporre tre striscioni da parte della società. 

"Per onorare questo traguardo storico, abbiamo lavorato duramente per realizzare una coreografia dedicata. dono d'amore per il nostro stadio per restituirgli almeno una parte delle infinite emozioni e dei brividi che ci ha regalato nel corso di questi decenni - si legge nella nota postata su Instagram -. Insieme alla coreografia abbiamo richiesto di esporre tre semplicissimi striscioni dedicati al Meazza e alla sua memoria. Tre messaggi commemorativi, privi di riferimenti politici, prese di posizione o quant'altro. Parole con cui volevamo semplicemente celebrare un simbolo della nostra fede. La Società Inter ci ha comunicato che questi striscioni non avrebbero potuto trovare posto nella nostra Curva. Il motivo? Ufficialmente, nessuno. Ufficiosamente, lo lasciamo giudicare alla vostra intelligenza. Allora la domanda é inevitabile: perché tre messaggi dedicati alla memoria di questo tempio non possono trovare spazio sugli spalti proprio nell'anno del suo centenario? È una domanda semplice, alla quale crediamo che ogni interista abbia il diritto di ricevere una risposta. Non riusciamo a capacitarci di come una società che richiama valori come fratellanza, inclusione e appartenenza possa impedire l'esposizione di messaggi attraverso i quali una parte del proprio popolo desidera esprimere il suo amore per un simbolo della storia nerazzurra"

In un passaggio successivo della nota, la Curva spiega che "da questo momento, scendiamo in prima linea, con una posizione netta e inequivocabile, contro la demolizione della Scala del Calcio". Per poi spiegare nel dettaglio la propria posizione rispetto al tema del nuovo stadio: "Premessa: non siamo analisti finanziari né esperti di bilanci societari. Siamo tifosi, ragazzi cresciuti tra questi gradoni, siamo parte della storia dell'FC Internazionale e sentiamo la responsabilità di difendere un patrimonio Non pretendiamo di conoscere ogni interesse che ruota attorno al progetto del nuovo stadio. Ma abbiamo il diritto di porre domande, di chiedere trasparenza e di domandarci se il valore economico di una nuova operazione immobiliare debba prevalere sulla conservazione di un luogo cosi profondamente legato alla storia di Milano. viene prospettato un futuro fatto di modernità, nuove strutture e grandi investimenti. Ma quale spazio viene lasciato alla memoria? Quale peso viene dato ai sentimenti di chi, da generazioni, considera San Siro una seconda casa? E perché la demolizione dovrebbe essere l'unica strada percorribile, prima ancora di aver dato alla città la possibilità di conoscere e valutare seriamente le alternative? Un nuovo stadio potrà essere costruito. Potrà essere più moderno, più comodo, forse più redditizio. Ma nessun progetto potrà restituirci ciò che verrebbe cancellato insieme al Meazza. Sappiamo che questa è una battaglia difficile, chiaramente impari. Dall'altra parte ci sono interessi economici enormi, progetti complessi e decisioni che sembrano già avviate. Ma la difficoltà non può diventare una condanna alla rassegnazione. E il fatto che una scelta sia conveniente per qualcuno non significa che sia necessariamente la migliore per tutti noi". 

In coda al comunicato, infine, il Secondo Anello Verde MIlano ha svelato il contenuto degli striscioni vietati: "1- Da cento anni guardi Milano cambiare, monumento eterno di una città che nel tempo ha affidato alle tue mura la propria anima. 2.- Popolo interista, un minuto di applausi per la scala del calcio 3 - Luci a San Siro, non le spegnerete mai". 

Sezione: Focus / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 13:54
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.