Ieri in conferenza stampa, Leonardo ha avuto le idee chiarissime. Dopo aver rivelato di aver chiamato Josè Mourinho e scambiato con lui delle opinioni, riguardanti il mondo Inter, il tecnico brasiliano, da persona intelligente, ha preso la sua decisione, ovvero seguire la strada tracciata dal portoghese. Non solo perché lo Special One è stato uno dei tecnici più vincenti della storia recente del calcio italiano ( e dell’intera storia nerazzurra), ma perché il suo lavoro biennale aveva lasciato all’Inter la consapevolezza di poter lottare senza paura sia in Italia e soprattutto in campo europeo, laddove, la Champions League vinta a Madrid lo scorso maggio, rappresenta il vero capolavoro del Vate di Setùbal. Le società non sono tutte uguali, idem per i complessi tecnico-tattici che dominano le squadre e per tal motivo Leonardo ha voluto confrontarsi con chi ha costruito un’Inter stellare capace di vincere ovunque. Leonardo si baserà su quanto fatto da Mourinho in passato, discostandosi il più possibile dagli errori compiuti da Rafa Benitez, la cui voglia di allontanare lo spettro del (fastidioso) tecnico odierno del Real Madrid, lo ha portato a cambiare sistema di lavoro, sistema di gioco e gestione delle risorse umane, con i risultati della sconfitta in Supercoppa Europea e di un ritardo abissale in campionato che però ancora non compromette il cammino.
Leo, convinto che lo scudetto sia ancora alla portata, in quanto il campionato è lungo, ripartirà dalle certezze mourinhane. Ieri in allenamento era sempre al fianco dei nerazzurri, parlava con un solare sorriso stampato sulla faccia, discuteva con Baresi, custode dei metodi del portoghese. Le foto, apparse sul sito ufficiale, mostrano il tecnico nerazzurro a colloquio con i senatori, i vari Cordoba, Cambiasso e Motta, e inoltre lo ritraggono osservare da vicino i giovani, come Mariga. Abbiamo parlato in passato dell’importanza che Leonardo dà alle parole (da seguace di Gandhi) quelle parole che danno forza, che danno sicurezza e che spronano a dare il meglio. Parole che hanno la funzione di creare feeling, unione di intenti e che permettono di arrivare a grandi risultati. La sua sola presenza ha rivitalizzato Marco Materazzi che, ieri, non ha esitato a confermare il brutto rapporto con Benitez e senza paura, affermare che l’Inter presto tornerà al top, tornerà a vincere.
Situazioni che il buon Rafael Benitez da Madrid non è riuscito a ricreare. Il tecnico spagnolo non ha saputo catturare la stima dei suoi uomini. I rapporti freddi con lo spogliatoio e i continui alibi lo avevano messo in cattiva luce davanti agli occhi di tutti. Benitez, poi, dal lato tecnico, ha deciso di rivoluzionare il tutto. La sua capacità tattica è innegabile, ma cambiare meccanismi perfetti e cercare di portare l’Inter da un estremo all’altro si è rivelato essere un’arma a doppio taglio per lui e per la stessa squadra. Non c’era bisogno di un tecnico che apportasse modifiche tattiche in corso d’opera, ma di qualcuno che mettesse il gruppo davanti, così come fece Josè Mourinho, difendendolo strenuamente sino alla fine, e non come Benitez, capace di scaricarvici su di esso le sue colpe.
Leo sembra aver capito il mondo Inter: il suo adattamento si prepara a essere molto rapido. Ha già colpito tutto dai calciatori, sino alla dirigenza e sino ai tifosi. Con le dovute proporzioni potremmo essere di fronte allo Special due.
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