Ignazio La Russa, presidente del Senato, è stato interpellato da Telelombardia per commentare il derby d’Italia vinto ieri sera dall'Inter sulla Juventus, in una gara contraddistinta da velenose polemiche specie per l'episodio dell'espulsione di Pierre Kalulu. Questo il pensiero della seconda carica dello Stato: "Io intanto voglio dire due cose. Che dopo l’1-1 abbiamo preso 2 pali e anche in 11 contro 11 avremmo vinto con 3 gol di scarto. Non c’è nessuna prova che a parità di uomini non avremmo superato la Juve, secondo me avremmo vinto comunque. Se si vuole incentrare tutto su un episodio ricordiamoci che siamo sempre in credito e ci siamo sentiti troppe volte derubati dalla Juve e per una volta fosse vero che abbiamo derubato un’espulsione, ed un po’ lo è, non è così grave. Questo è il tifoso che parla. Lo dico con il sorriso".

Sulle parole di Chiellini:
"Voglio dirgli una cosa, mi ha fatto davvero arrabbiare. Come si è permesso di dire che non è più calcio? Ieri tra il primo e il secondo tempo, lui, Chiellini e l’ad che non mi ricordo come si chiama (riferito a Damien Comolli, ndr), hanno negato di avere avuto contatti con l’arbitro ma ci sono i filmati: hanno aggredito, insultato l’arbitro e parlano di spirito olimpico?" Un arbitro può sbagliare, pensa all’Inter che anche l’anno scorso ha subito dei torti arbitrali contro Lazio e Roma.  E pensa al 2012, a Catania-Juve. Beppe Marotta stesso, allora dirigente dei bianconeri, ammise che il gol che venne annullato al Catania era regolare ma che comunque quell’episodio non è stato decisivo. Sette giocatori si avventarono sull’arbitro e l’arbitro che era filo juventino annullò un gol regolare. Il designatore disse: 'Gli arbitri possono sbagliare' e anche Marotta lo ammise. Caro Chiellini non sei la persona più indicata per dare lezioni. Siamo in credito. Avremmo vinto con 3 gol di vantaggio in 11 contro 11, perché non si sarebbero potuti chiudere in difesa, se si sentono derubati, per noi vincere in casa contro la Juve ci fa il doppio piacere". 

A lei che dice di essere ancora in credito, visto che c’è pure uno scudetto a tavolino, quando è che si pareggiano i conti?
"A tavolino fu dato all’Inter perché rubava la Juve, fu dato perché la Juve era considerata colpevole. Se lei pensa che hanno sbagliato non è colpa dell’Inter. L’Inter era estranea ai fatti e potevano non darlo nessuno ma alla Juve l’hanno tolto perché ha rubato. L’Inter oggi non ha bisogno di favori"

Su Cristian Chivu.
"Che doveva fare secondo i criticoni? Doveva dare colpa al proprio giocatore? Avete mai visto un allenatore che “schiaffeggia” un proprio calciatore? Lui ha ammesso in maniera elegante che c’è stato un tocco leggero ma il tocco c’è stato. Vuol dire che l’arbitro ha sbagliato a espellerlo, noi non abbiamo bisogno di questi favori ma non c’è stata nessuna simulazione e Bastoni si è comportato meglio di quelli che colpiti nella pancia si mettono mani in faccia. Ha solo esagerato la caduta. È normale che abbia esultato, non ci trovo niente di male. Guardatevi le partite: chi fa ammonire un avversario esulta quasi sempre. Sono d'accordo sull’espulsione. Errore dell’arbitro ma che piagnucolamento. Se dovessimo piangere noi saremmo in una valle di lacrime".

Infine a La Russa viene chiesto in maniera quasi provocatoria cosa si prova ad essere la nuova Juve.
"Noi non siamo una nuova Juve. La Juve aveva un rapporto diretto con tanti arbitri. Io sono molto amico di Moggi. La Juve rubava meglio. Non facciamo paragoni tra Inter di oggi e Juve di ieri. È  finito quel tempo. E quando l’Inter perse il 5 maggio uno mi disse: 'Per un anno che avevamo deciso di farli vincere per il centenario non sono riusciti a vincere nemmeno contro la Lazio'. Comunque mi interessa dire che in famiglia sono circondato da juventini perciò figuratevi non posso avercela con loro. Ma non fate nessuna critica a Chivu che come sempre si è comportato con grande signorilità, non ha negato che ci fosse stato tocco. Ho visto uno dei tanti commentatori televisivi chiedere: 'Ma può essere squalificato Bastoni?' Non era giusto nemmeno chiedertelo perché il tocco c’è stato. Non c’è simulazione. Viva il calcio, senza la Juve non mi divertirei".

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 17:00
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.
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