Inter-Juventus di San Valentino, una partita dai mille volti, con molti gol, tanti errori tecnici e polemiche che saranno destinate a protrarsi per settimane, forse mesi. Il Derby d’Italia mette in fuga l’Inter e lascia l’amaro in bocca e la rabbia alla Juventus, venuta a San Siro a comandare il gioco per larghi tratti di gara, imbrigliando l’Inter con un pressing uomo su uomo aggressivo e molto difficile da eludere.

Luciano Spalletti ha le idee chiare. I bianconeri devono giocare nella metà campo nerazzurra e imporre la loro personalità. Locatelli in mezzo al campo trova sempre la linea di passaggio giusta e spesso prova il lancio a scavalcare la linea a 3 nerazzurra con David o McKennie che si inseriscono alle spalle di Akanji e Bisseck. Il capitano bianconero si abbassa anche tra u due centrali Kelly e Bremer per impostare. Quando lo fa i due esterni Kalulu e Cambiaso si alzano sulla linea di centrocampo, formando un 3-4-3 a trazione anteriore. La Juve muove palla sugli esterni che provano sempre l’uno contro uno. Yildiz e Conceiçâo sono pericolosissimi in fase di possesso ma preziosi anche in fase di non, andando a prendere alti i due braccetti dell’Inter Bisseck e Bastoni e impedendogli sia di salire sia di ragionare palla al piede. Questa pressione asfissiante juventina mette in difficoltà l’Inter che per larghi tratti del primo tempo non riesce a imporre il proprio gioco. Barella e Sucic sono alle prese con i raddoppi su Mckennie e Miretti che vanno sempre a giocare vicino alle ali, in loro supporto e quindi molto alti. Lautaro e Thuram sono isolati davanti, perché la distanza tra loro e il centrocampo in continuo ripiegamento è spesso abissale. I due attaccanti interisti poi sono controllati a turno da Bremer e Kelly che non rinunciano mai ad aggredirli appena toccano palla. 

L’ingiusta espulsione di Kalulu e l’entrata in campo di Calhanoglu sono i due momenti che cambiano l’inerzia della gara a favore dei nerazzurri. Il turco mette ordine e geometrie a centrocampo e soprattutto permette a Zielinski (l’uomo più in forma dell’Inter insieme a Dimarco) di alzare il suo raggio d’azione di una decina di metri e rendersi pericoloso al limite dell’area con le sue giocate di qualità. L’Inter avvolge la Juve dagli esterni al centro e viceversa, con Dimarco più libero di inventare da sinistra rispetto al primo tempo e Bisseck che sovrappone al quinto di destra e si inserisce pericolosamente. La presenza in area di un gigante come Pio Esposito poi rende più difficile le marcature ai bianconeri, soprattutto della coppia Lautaro-Thuram che, spalle alla porta, sono liberi dall’aggressività del centrali juventini. Al fischio finale, tra tante polemiche, l’Inter allunga sui bianconeri con tre punti che saranno destinati a pesare tantissimo sul campionato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 15:50
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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