A tutto campo con Mauro Icardi. Il Guerin Sportivo in edicola questo mese dedica la sua copertina al bomber nerazzurro e propone una lunga intervista al capitano dell’Inter, punto fermo della ricostruzione nerazzurra sotto l’egida di Suning Group. Icardi non nasconde le ambizioni sue e quelle del club nerazzurro per il futuro dopo un’annata non particolarmente semplice come quella attuale. Ecco alcuni dei passaggi più importanti delle parole dell’attaccante rosarino:
Icardi, ha la sensazione che Suning riporterà in alto l’Inter come ha fatto la famiglia Moratti?
"Credo proprio di sì. La cosa che secondo me fa la differenza nel loro impegno con l’Inter, oltre all’incredibile potenzialità economica, è la grande voglia di vincere che hanno. Ci comunicano il loro desiderio di portare la società al top con le parole ma anche coi fatti. Per questo sono certo che grazie a Suning l’Inter tornerà tra le grandissime d’Europa. Il loro percorso come azienda deve essere un esempio: sono partiti con un negozio e ora sono una delle più grandi potenze economiche nel loro settore. Hanno ottenuto questo con lavoro, sacrificio e le loro grandi capacità".
Cosa ha pensato quando i cinesi, per spazzare via i dubbi sulla sua permanenza all’Inter, le hanno proposto un contratto più lungo e più ricco di quello che aveva? Si è sentito al centro del progetto nerazzurro?
"Ho sempre detto che sono legato a questa squadra e a questi colori. Qui sono felice e per me è un onore essere capitano dell’Inter, il club che ho nel cuore. Ho sempre voluto l’Inter e non lo ho mai nascosto. Credo che il rinnovo sia il premio al mio lavoro e al mio impegno di tutti i giorni".
Pensa di poter restare all’Inter a vita e legare la sua carriera ai colori nerazzurri come fece Javier Zanetti?
"L’ho già detto tante volte e non ho problemi a ripeterlo: sono tifoso dell’Inter e voglio stare qui per sempre. Mi vedo bene con questa maglia, indosso la fascia di capitano di una squadra che per me è bellissima, abito in una città fantastica dove la mia famiglia e io stiamo a meraviglia. Sinceramente non vedo motivi per cambiare. Né ora né in futuro".
Quanto le pesa non aver ancora assaporato la Champions League?
"Non l’ho mai giocata e mi manca, ma sicuramente, più che a me, la Champions manca all’Inter. Una società così grande e vincente merita di parteciparvi ogni stagione".
È realistico pensare che potete qualificarvi già quest’anno oppure sarà necessario aspettare il 2017-2018 quando i posti per la Champions saranno quattro?
"Noi proveremo a raggiungere il terzo posto fino alla fine e daremo tutto per centrare questo obiettivo perché la Champions è la casa dei grandi club come l’Inter".
Se ripensa all’inizio della stagione ha dei rammarichi?
"Non siamo partiti bene e questo ci ha penalizzato parecchio. Abbiamo perso punti importanti ed è difficile recuperarli anche perché quando devi inseguire non puoi mai sbagliare".
Con Pioli avete tenuto una media quasi da scudetto, peccato che con De Boer il ritmo fosse da zona retrocessione…
"Per natura sono portato a guardare sempre avanti e devo dire che, da quando è arrivato Pioli, stiamo facendo le cose davvero bene. Credo che questo lavoro sia importante e si veda anche in futuro".
Qual è il merito più grande che sente di riconoscere a Pioli?
"Ha cambiato la mentalità di ognuno di noi. Quando è arrivato alla Pinetina eravamo noni in classifica e stavamo attraversando un periodo davvero delicato. Ci ha ridato la voglia grazie alla sua abilità nel saper gestire tutti i diversi momenti che ci sono in una stagione. Durante la settimana lavoriamo al massimo e la domenica i risultati lo confermano. Nelle ultime partite abbiamo iniziato anche a giocare molto bene e credo che Pioli stia facendo ottime cose. In una squadra c’è sempre chi è più scontento perché scende di meno in campo ma lui è bravo a coinvolgere tutti".
È realistico pensare per l’Inter pensare di vincere lo scudetto già il prossimo anno?
"Questo è l’obiettivo nostro e di Suning. Vogliamo tornare a vincere. Per noi stessi, per il club che merita di essere di nuovo campione e per i tifosi ai quali intendiamo dare una grande gioia".
Com’è lavorare con Wanda Nara? Che tipo di procuratrice è?
"È bravissima… Scherzi a parte, mi trovo benissimo nella mia vita prima che nel lavoro. Devo dire che ho scoperto che è molto brava anche nelle vesti di agente e sono contento di averla scelta".
Sia sincero: indossare la fascia di capitano dell’Inter pesa? È una responsabilità per lei?
"Io sono sempre la stessa persona, con o senza fascia, e chi sta con me ogni giorno sa come mi comportavo prima e come mi comporto adesso. Io sono capitano, ma tutti dobbiamo dare un contributo a questa squadra perché qui non c’è un leader ma un gruppo di giocatori che danno il massimo per il bene dell’Inter".
In passato lei è stato accusato di essere un po’ egoista, mentre quest’anno ha già servito diverso diversi assist. Ci spiega la sua metamorfosi nel modo di giocare?
"Il merito è di Roberto Mancini: quando è arrivato all’Inter ha iniziato a parlarmi molto, a spiegarmi quello che si aspettava da me. Con lui ho iniziato a uscire più spesso dall’area di rigore, a giocare con la squadra arretrando per ricevere il pallone. Adesso direi che aspetto meno il pallone in profondità e penso di essere migliorato, di essere diventato più completo anche se a 24 anni posso ancora crescere in tutto. E intendo farlo".
È pronto per il prossimo derby?
"Quando sono arrivato all’Inter ho imparato in fretta quanto sia importante questa partita per i nostri tifosi. Lo è anche per me e ci terrei particolarmente a segnare, perché il Milan è l’unica formazione di Serie A alla quale non ho ancora fatto gol, e a vincere. I tre punti sono troppi importanti".
Le piacerebbe di più segnare contro il Milan o continuare la sua tradizione positiva contro la Juve?
"Impossibile scegliere. Da interista dico che segnare contro la Juventus è bello e spero di andare avanti. Se poi riesco a fare gol sia ai bianconeri sia ai rossoneri, ancora meglio".
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