La forza dei cambi è sempre determinante. D'altronde Chivu l'ha sempre detto: rosa profonda per lottare su più fronti. C'era una serata di Champions da riscattare e tre punti da riconquistare. L'Inter è riuscita nel condurre in porto il proprio compito, seppur non senza difficoltà. Il secondo tempo ha fornito le giuste coordinate all'impronta del Biscione, determinante nella risoluzione dei problemi. Così è arrivato un tris scacciapensieri dopo la serata amara di Champions. Anche la serata del Dall'Ara, però, aveva inizialmente visto i fantasmi aleggiare sopra i calcianti interisti. Alla fine, quel che conta, è la conquista del successo. Di quei tre punti che, alla prova dei fatti, sono meritati. Ma dopo un primo tempo fortemente critico sul piano della prestazione.

L'INIZIO SHOCK E LA MANCATA REAZIONE. Aggressione e dinamismo. Quando inizia la partita, ecco che Bologna e Inter aggrediscono gli spazi come non ci fosse un domani. Poi, però, arriva qualche minuto di studio per le due formazioni che, dopo aver prediletto per un approccio bomba, si aspettano l'una con l'altra. Quei diciotto secondi erano un solo istante per far capire ai tifosi nerazzurri che qualche problema difensivo c'era ancora. Akanji sbaglia di testa, la palla vagante arriva a Pobega che fa un tiro-cross fortissimo, ma la deviazione di Piccoli non arriva. Sembra il preludio di un vantaggio che il Bologna trova. Ma ancora una volta la gestione della fase di impostazione del Biscione lascia a desiderare: Luis Henrique perde palla, Pobega si inserisce, Bisseck non gli taglia la strada e il centrocampista felsineo calcia fortissimo in rete. La reazione dei nerazzurri non è immediata, anzi: sono sempre i bolognesi a spingere sull'acceleratore e l'Inter sembra proprio in netta difficoltà nella gestione dei singoli momenti della prima frazione. Poca intensità, il dinamismo non c'è ed ecco che gli inserimenti bolognesi sono troppo 'agevolati'.

LA GARRA DOV'È? Dopo un tiro alto di Barella da fuori area, ci prova anche Thuram, che schiaccia troppo il piattone poco prima della mezz'ora. La difesa dell'Inter è troppo passiva sulle palle vaganti: così Pogeba ha anche l'occasione del raddoppio, ma spara troppo forte e colpisce la traversa. Ma quel che stupisce è la mancata aggressività dei calcianti di Chivu quando serve divorare il pallone. La reazione arriva da un asse mozzafiato: Barella, che si era molto decentrato fino a quel momento, calibra un traversone forte ma interessante. Certo, serve la capacità tecnica di Marcus Thuram a scaraventare in rete un colpo di testa immaginifico che lascia di stucco Skorupski e tutti i tifosi bolognesi. Saltano un po' gli schemi, ma l'Inter rischia ancora tantissimo a fine primo tempo con altre due chances per i padroni di casa. Troppa passività in quelle fasi determinanti di una partita. La misura delle palle vaganti è sempre un indicatore sulla forza e sulla sicurezza di una squadra. E il primo tempo interista, sotto quell'aspetto, è stato fortemente negativo.

RIPRESA A SENSO UNICO E SUCCESSO. L'importanza delle sostituzioni è sempre stata determinante e così accade anche ieri sera. L'aria pesante diventa leggera e lo si intuisce sin da subito perché il Bologna non riesce a ripartire e nemmeno ad uscire dalla propria metà campo. Al 70' ci pensa Carlos Augusto a ribaltare completamente la contesa, dopo una pressione che stava diventando sempre più prorompente dei calciatori di Chivu. Ottima la gestione posizionale nella ripresa: i difetti vengono limitati al minimo anche perché il Bologna fa tanta fatica a ripartire. Anzi, non riparte affatto. Il tris porta la firma di Bonny ma è uno spettacolo tutta l'azione: stop impressionante di Mkhytarian, che apre il compasso verso Carlos: cross al bacio per Bonny che, questa volta, può festeggiare dopo essersi visto annullare una rete per offside. L'Inter del campionato fa l'Inter del campionato e la vittoria arriva di rincorsa. Così il Biscione festeggia e gli animi diventano più leggeri anche in vista della Champions.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 08:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione