"Mi aspetto assolutamente una bella partita, per come conosciamo Spalletti, ma pure lo stesso Chivu per come sta facendo giocare la squadra. Immagino che metteranno in atto una strategia per vincere e non solo per controllare. Mi aspetto un Inter-Juve che faccia innamorare chi ama il calcio come lo intendo io, dove si osa e non si attende lo sbaglio dell’avversario". Così Paolo Di Canio vede Inter-Juventus di domani sera, nell'intervista rilasciata a Tuttosport

"La gara d'andata? Da quel ko, salvo qualche altra piccola zoppia, l’Inter è sbocciata, ha cominciato ad assimilare il credo del proprio allenatore, quei principi che all'inizio sembrava potessero essere non di difficile comprensione, però non così facili da applicare dopo quattro stagioni con Inzaghi. Chivu ha portato una nuova mentalità, una ricerca più rapida della verticalità, la riaggressione più alta. E poi ha chiesto ai centrocampisti di cambiare, basta colpi di tacco e ghirigori, più determinazione e decisione. Mixate tutte queste cose, l’Inter ha cominciato a uccidere le partite".

Tanti i meriti dati a Chivu. "Non dico che avrebbe dovuto vincere quattro scudetti su quattro, ma almeno tre. Invece ha sempre ripetuto, anche al quarto anno, che l’Inter era partita per entrare nelle prime quattro, che erano stati migliorati i bilanci, che erano state raggiunte due finali di Champions. Sembrava quasi che l’Inter arrivasse dalla Serie B, invece Inzaghi aveva ereditato la squadra campione d’Italia. Chivu cosa fa? Non si piange addosso, dice: “Ragazzi, ricordatevi che abbiamo i punti che meritiamo, non guardiamo indietro, ma avanti, siamo l’Inter e siamo destinati a subire critiche e pressioni perché dobbiamo lottare per raggiungere tutti i nostri obiettivi. Big match? Soprattutto in Champions l’Inter di Inzaghi giocava chiusa e in ripartenza, vincendo di nervi come con Bayern e Barcellona. Chivu è a metà della prima stagione, gli manca questo step, diamogli tempo. È un processo, l’Inter co certe squadre può imporre il suo gioco, essere bella, con altre deve imparare a sporcarsi le mani. Attacco migliore? Certo, ma chi ha voluto Correa? O Arnautovic? Però a prescindere da questo, Pio e Bonny sono forti e credibili, hanno fame, spingono Lautaro e Thuram a dare il meglio".

Secondo Di Canio, in ogni caso, la gara di domani "conta più per la Juventus. Se vince non potrà puntare comunque allo scudetto, ma sarà in piena lotta per la Champions; se perdesse, la corsa al quarto posto si complicherebbe".

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 10:20
Autore: FcInterNews Redazione
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