"La più alta legge marottiana, quella che proibisce l’esonero di un allenatore a stagione in corso, cadde in Laguna: il presidente del Venezia, Maurizio Zamparini, era meno prudente del suo dg e, alla fine, la testa di Luciano Spalletti rotolò non una, ma due volte, nella stagione 1999-2000. Cacciato, richiamato e cacciato ancora. Eppure, già allora era chiaro il talento di un allenatore unico, tanto geniale quanto impegnativo nella gestione: lo sanno bene all’Inter, a cui Spalletti ha comunque ridato la coperta calda della Champions". Lo ricorda oggi la Gazzetta dello Sport alla vigilia del nuovo incrocio tra l'attuale presidente dell'Inter e l'allenatore della Juventus.

Proprio Marotta, arrivato a Milano dalla Juve, fu uno dei protagonisti del cambio di panchina all'Inter: da Spalletti a Conte. Era li 2019. "Luciano rimarrà un dipendente Inter fino al 2021, nonostante il Milan avesse pensato a lui già nell’ottobre di quel 2019: in quel momento le trattative per la rescissione con i nerazzurri naufragarono anche per i diversi presupposti economici. Il resto è storia: l’Inter di Marotta da allora ha aggiunto due scudetti, Spalletti uno da capogiro a Napoli", ricorda la rosea.

Sezione: Rassegna / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 11:30 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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