"I calendari hanno superato il limite della decenza. Troppi impegni, i danni che procurano ai giocatori e allo spettacolo... Il Mondiale, ad esempio, sarà il più lungo di sempre. Tra preparazione e torneo, se una squadra arriverà in finale sarà rimasta occupata per otto settimane, cinque e mezzo delle quali di gare ufficiali...". Lo dice Jürgen Klinsmann, intervistato oggi dal Corriere dello Sport. La chiacchierata, ovviamente, verte soprattutto sui temi riguardanti l'Inter. 
 
Calcio italiano impaurito, dice. Di chi? Di cosa? 
"Gli allenatori temono di perdere il posto dopo tre sconfitte. Sostituzioni sempre dopo 55, 60 minuti, di solito conservative, difensive. È un calcio essenzialmente negativo, l’atteggiamento è comprensibile, ma limita la crescita dei giovani, del movimento. Pochi hanno il coraggio di rischiare un diciassettenne. Per questo l’affermazione di Pio Esposito è un fatto positivo per tutti. Chivu gli ha dato fiducia e lui ha risposto subito. Nelle Under 21, 19 e 17 avete ragazzi molto bravi, ma poi li perdete per strada. Per ottenere qualcosa dovete rischiare. L’ostacolo è culturale, non bisogna pensare alle eventuali cicatrici".  
 
Sempre interista? 
"Sfegatato e senza compromessi". 
 
L’ultima volta c’eravamo visti a una cena a casa di Ernesto Pellegrini che dopo pochi mesi è morto. 
"È stato un padre, un’impronta eccezionale sulla mia vita. Sono famose le cene a casa sua, momenti educativi. Le sue analisi erano lucidissime, vedeva sempre il quadro più grande, gli inglesi lo chiamano big picture. E non gli sfuggiva niente". 
 
In che senso? 
"Una sera esco con Nicola Berti e Aldo Serena. Diciamo che non ci risparmiamo e rientriamo molto tardi. La mattina dopo il presidente mi convoca in sede. Non capisco il motivo. Mi siedo e lui mi racconta con chi ero la sera prima, i locali che avevamo frequentato, cosa avevamo mangiato e bevuto e a che ora ero passato dal casello, ho sempre abitato a Cernobbio. “Non è un comportamento da professionista”, conclude".  
 
E tu? 
"Presidente, ha ragione". 
 
C’era il Trap. 
"Entusiasmo, un sorriso per tutti, positività, onestà. Diceva le cose guardandoti negli occhi". 

Sezione: Copertina / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 08:56 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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