Mister Cristian Chivu presenta nella sala stampa della Johan Cruijff Arena la sfida di domani sera tra Ajax e Inter. Queste le sue parole raccolte dall'inviato di FcInterNews.it: "Sono grato per quello vissuto 4 anni all'Ajax, mi hanno fatto maturare come atleta e fare poi un passo importante nel campionato italiano".
Come descrive la sua amicizia con Heitinga, ha preso qualcosa dall'Ajax?
"Ho bei ricordi di lui, l'ho rivisto l'anno scorso, abbiamo parlato insieme, è stato un incontro amichevole, me lo ricordo come un giovane di 17 anni, ho cercato di aiutarlo avendo più esperienza di lui. Come suo capitano ho cercato di farlo migliorare e lo ha dimostrato giocando anche in Nazionale".
Sei stato capitano dell'Ajax e sei stato in un'Inter che ha vinto tutto: non hai la sensazione che questa squadra debba fare un salto di qualità nella mentalità?
"Vorrei parlare della partita di Champions, per me questa squadra è forte e lo ha dimostrato anche a Torino. Poi se guardiamo solo il risultato si può criticare, è l'abitudine e la normalità in Italia soprattutto nel derby d'Italia, però bisogna anche guardare le cose buone e le cose fatte bene, come la ricerca di fare la partita, dare continuità alla partita col Torino e l'Udinese. Per me manca poco per dare continuità a tutto quello che di buono vogliamo fare, poco per dare morale a questa squadra che sta lavorando sodo e sta facendo di tutto per uscire da questa situazione. Ma si tratta solo di risultati non di prestazioni".
Lautaro come sta?
"Oggi non si è allenato per un piccolo problema, vediamo domani come starà".
Cambierete portiere?
"Non ne ho mai parlato e non mi pare il caso di lanciare sassi a Sommer. E' un giocatore importante, lo ha fatto vedere l'anno scorso e non mi sembra giusto dal punto di vista umano. Ho grande rispetto per Pepo Martinez e lo sanno tutti, avrà le sue possibilità, ma oggi cambiare Sommer perché lo chiede il popolo non mi sento di farlo. Non per andare controcorrente ma perché un ragazzo in difficoltà va aiutato e con la sua esperienza sa cosa può dare alla squadra".
Ha parlato con Koeman?
"Non lo sento da tempo, so la qualità che ha questo Ajax, conosco il progetto e quello che si cerca di fare negli ultimi anni in questa società, le loro ambizioni. So come affrontano una squadra come l'Inter, sentivo prima che si parla di Ajax come vittima ma è una grande squadra internazionale, gli ultimi anni non sono stati all'altezza ma nel passato breve ad esempio con Ten Hag sono stati vicini alla finale di Champions, sono arrivati in finale di Europa League. Non devono fare la vittima, so quanto è difficile giocare in questa squadra e so l'Ajax cosa può mettere in campo. Sarà una partita tosta e dovremo essere preparati dal punto di vista mentale e fisico. E' la prima di Champions e si gioca in questo stadio".
Qual è la forza di questo Ajax e quanto è importante partire bene in questa sfida visto che poi arriveranno squadre più toste?
"Voglio pensare a domani, se pensiamo lontano andiamo troppo lontano. L'Ajax è una squadra forte, giovane, abbina esperienza e gioventù, tecnica, ben allenata che ha velocità. Bisogna essere pronti ad affrontare una partita del genere perché la prima in Champions è sempre importante".
Molti giocatori hanno un DNA Ajax, restano giocatori anche da allenatori. Percepisci sempre questo DNA in te?
"La cultura è differente non è facile modificarlo in Italia, ma il modo di allenarsi in Italia è ottimo. Io cerco di fare una miscela perfetta tra italiano e olandese".
C'è stata rottura con l'Ajax?
"No ho preso io questa scelta, è stato per la mia carriera, ho detto di aver vissuto 4 anni importanti qui, ero un ragazzo e sono andato via da uomo adulto, ho sempre cercato di fare il meglio per questo club e questo paese. L'Ajax è sempre nella mia mente e nel mio cuore, l'Ajax mi ha dato le fondamenta come persona prima che come giocatore e voglio ringraziare questo paese dal punto di vista umano".
Domenico Fabbricini
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