Inter-Napoli è stata una partita fatta di momenti e folate, nessuna delle due squadre ha speculato e tutte hanno cercato la vittoria, rinunciando nel finale ai tatticismi e attaccando a pieno organico per la vittoria. Il 3-2 racconta anche una gara profondamente cambiata tra primo e secondo tempo, e per essere ancor più precisi, anche tra il primo e il secondo cooling break: il Napoli, capace di portarsi sul doppio vantaggio, non è riuscito a gestire la pressione dell’Inter, mentre la squadra di Chivu ha avuto il merito di modificare la propria interpretazione della partita, inserendo cambi di qualità e offensivi senza perdere la compattezza e la fiducia. La rimonta nerazzurra non è stata quindi soltanto il risultato della qualità individuale dei suoi giocatori, ma soprattutto della capacità di sfruttare le difficoltà del Napoli nella gestione del vantaggio.

Il primo tempo mostra due squadre con idee piuttosto chiare. L’Inter, schierata con il classico 3-5-2, cerca di controllare il possesso attraverso la superiorità numerica nella prima costruzione e attraverso la spinta dei quinti. Dimarco è particolarmente importante per dare ampiezza sulla sinistra, tenendo basso Politano che deve correre indietro, e anche Allisson Santos dall’altra parte aiuta nel raddoppio Spinazzola per contenere Diouf che con il mancino rientra in mezzo al campo, mentre i centrocampisti cercano di occupare gli spazi intermedi e di accompagnare le azioni offensive, soprattutto sul centrodestra con Barella che si propone come incursore. Durante il possesso palla dell’Inter le posizioni sono interscambiabili all’ennesima potenza, rendendo il palleggio fluido e veloce. Bisseck taglia tutto il campo e agisce da ala sinistra, Dimarco da attaccante insieme ad Esposito, Lautaro da trequartista: ogni azione gli interisti si cambiano posizione senza dare punti di riferimento, occupando gli spazi lasciati vuoti dai compagni.

Il Napoli, invece, parte da un 4-2-3-1 con Vergara a fare da sottopunta. La squadra di Allegri cerca soprattutto di mantenere la squadra compatta con un blocco basso, aspettando il momento giusto per attaccare gli spazi lasciati dall’Inter. La fisicità di Anguissa e soprattutto la sua capacitá di inserirsi mette in difficoltà l’Inter soprattutto nella seconda parte del primo tempo. Anche il duello Akanji-Htøjlund spesso vinto da quest’ultimo che protegge palla e si gira, stressa la linea difensiva nerazzurra che con il passare dei minuti perde metri. Il Napoli avanza con Anguissa che si butta negli spazi e guida la prima linea di pressione senza palla e Allisson Santos che comincia a puntare sistematicamente Diouf.

La svolta arriva all’inizio del secondo tempo. Il Napoli riesce a trovare il gol del vantaggio con Politano e, pochi minuti dopo, raddoppia con Højlund. Il secondo gol rappresenta il momento tatticamente più interessante della partita, perché cambia completamente il contesto. Fino a quel momento il Napoli aveva cercato soprattutto di controllare le iniziative dell’Inter e di ripartire; sul 2-0 avrebbe potuto sfruttare ancora di più questa situazione, lasciando all’Inter il compito di esporsi e utilizzando la velocità dei propri attaccanti per colpire in contropiede.

È proprio in questa fase di gara, però, che il Napoli inizia progressivamente a perdere il controllo della partita. La squadra di Allegri si abbassa sempre di più e, soprattutto, perde la capacità di risalire il campo in maniera ordinata. Højlund comincia a rimanere troppo isolato e gli esterni sono costretti a percorrere molti metri per poter partecipare alle ripartenze. Anche Lobotka e Anguissa si trovano in una situazione complicata, perché devono contemporaneamente proteggere la difesa, aiutare la squadra a uscire dal pressing e cercare di collegare il centrocampo con gli attaccanti. Le distanze tra i reparti aumentano e, di conseguenza, ogni recupero del Napoli diventa molto più difficile da trasformare in un’azione offensiva. Tutto questo anche e specialmente per merito dell’Inter. I nerazzurri soprattutto con i subentrati Jones e Carlos Augusto aumentano la spinta e la pressione. L’inglese con personalitá diventa il padrone della trequarti, facendosi dare continuamente palla e velocizzando il gioco. Il brasiliano spinge a sinistra e con rapiditá lancia palloni pericolosi in mezzo. L’Inter finisce anche con 3 attaccanti: Bonny, Thuram e Lautaro e riesce anche con la spinta del suo pubblico a ribaltare il risultato. Negli ultimi minuti la partita regala emozioni e occasioni da entrambe le parti, con gli schemi che saltano e il Napoli che spreca due chances colossali nel giro di due minuti e l’Inter che riesce a gettare il cuore oltre l’ostacolo e vincere al fotofinish. Che partita!

Sezione: Focus / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 12:30
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
vedi letture