"È da quarantacinque anni che l'Inter sta aspettando questo momento", recitava una delle più celebri frasi che hanno segnato la notte di Madrid, la notte di Bayern Monaco-Inter. Quel Bayern Monaco-Inter. Quello del terzo su tre dei trofei conquistati da quell'invincibile Inter in quello storico 2010 quando José Mourinho e 'figli' vinsero un Triplete, alzando l'ultima coppa dei campioni vestitasi di Tricolore. Ma quella è un'altra storia, per quanto meravigliosa... Quella di cui oggi vale la pena parlare è una storia tutta nuova ed è quella scritta ieri dalla squadra di Simone Inzaghi, altra pagina da raccontare ai nipoti, anche se per capire quanto storica possa essere c'è prima da attendere il secondo tempo dei 180 minuti totali dei quarti di finale di questa Champions League.
"La prossima settimana sarà ancora più dura di oggi" ha detto Alessandro Bastoni nel post gara, e non a torto, specie se si vuol considerare il trend stagionale dei nerazzurri nei 'secondi tempi'. A San Siro, mercoledì prossimo, al netto del dodicesimo uomo rappresentato dal pubblico del Meazza, la sfida sarà ancora più agguerrita, dura, complicata, intensa e sofferente di quella giocata e vinta ieri sera dai campioni d'Italia all'Allianz Arena di Monaco, lì dove i meneghini hanno ancora una volta servito un'indigesta cena all'italiana - ma neanche troppo - ai tedeschi di Baviera. Un piatto che con tanto zelo e altrettanta voglia di rivalsa il Demone di Piacenza ha magistralmente cucinato mandando in visibilio l'intera Italia e probabilmente una buona parte d'Europa, trasecolata d'innanzi ad un tabù che finora solo l'Inter è riuscita a spezzare: i Die Roten non perdevano una partita europea in casa dal 7 aprile 2021 nell'andata dei quarti di finale di Champions League 2020/21contro il PSG. Ben quattro anni fa. Un dato "che la dice lunga sulla squadra affrontata" come dice Bastoni, ma anche su quella uscita dal campo con il risultato a favore: nulla accade per sbaglio, non contro Harry Kane, Muller, Gnabry, Laimer, Goretzka, Kimmich, Olise e via discorrendo. E non è un caso che persino senza giocatori dal calibro di Dumfries e Dimarco e senza grossi ricambi davanti l'Inter di Simone il Demone è riuscita a giocare un primo tempo ottimo e un secondo tempo altrettanto: calo fisico inevitabile e conseguente sofferenza da resilienza obbligata ben imbastita, a tratti eroica che ha generato, dopo il gol subito all'83esimo, una reazione uguale e contraria all'incommensurabile sforzo al quale la resistenza di cui prima ha obbligato. Reazione che ha tirato fuori un carattere dei meneghini fin qui raramente visto e non a caso premiato da un gol che ha 'regalato' ai milanesi la possibilità di muovere mezzo passo in avanti rispetto agli avversari verso la semifinale.
Ma la strada verso lo step successivo è ancora lunga e volendo tornare a quanto visto ieri in Germania, dove di casuale Inzaghi non ha fatto accadere nulla, di casuale non c'è neppure il grandissimo regalo piovuto sul capo di Davide Frattesi. La mezzala ex Sassuolo, reduce dal bruttissimo e segnante lutto famigliare dovuto dalla morte della nonna, è partito come spesso accade dalla panchina e come spesso accade ha svoltato la serata segnando un gol pesantissimo per l'economia della squadra e anche individuale. "A un certo punto non sono riuscito ad andare per la mia strada perché ero troppo legato a mia nonna" ha detto ai microfoni di Sky il 16 di Inzaghi che ha aperto, con tanto di voce tremolante per l'emozione, il suo cuore alla grande famiglia nerazzurra. Famiglia ringraziata sui social per la vicinanza in questi giorni e alla quale con animo candido si rivolge ammettendo: "Penso che stasera ci sia anche lo zampino suo (della nonna, ndr), di sicuro qualche strillo da lassù me lo ha dato". Davide si smarrisce, la nonna lo riporta sulla dritta via, quella della determinazione e del gol, arrivato, per una strana ragione del destino alla Pandev e all'87esimo minuto, nello stesso minuto del gol segnato nel 2011 dal macedone, e nel momento perfetto per poter 'ammazzare' l'avversario - pur ben conoscendo che il Bayern non muore mai davvero -. E così a due minuti dal novantesimo minuto, i campioni d'Italia inventano una transizione clamorosa che parte da Lautaro passando per Barella e finisce con la corsa di Carlos Augusto che mette in mezzo un pallone sul quale si fionda il treno Frattesi che mette la zampata decisiva a superare Urbig e anche la prima della due sfide col Bayern, probabilmente la più complessa. Ma poco importa e il 2-1 di Frattesi ieri sera è arrivato come una manna dal cielo per rimettere sul binario corretto il destino della gara e dopo un iniziale vantaggio 'alla Inter' e sottoscritto da Lautaro Martinez e il pari firmato da Muller, il gol dell'ex Sassuolo ha reso, ai rammaricati nerazzurri per il gol preso nel finale, una gioia 'infinita' e immensa che già il gol del capitano aveva fatto esplodere.
Capitano, mio capitano. Se c'è una certezza con la quale l'Inter di Inzaghi rientra nel capoluogo meneghino è la leadership dell'argentino col dieci sulle spalle: quando la sua Beneamata chiama, il cap risponde. E lo fa da leader, in stile argentino, da apitano vero. Il Toro di Bahia Blanca entra col sangue agli occhi e dopo aver saltato le sfide contro Udinese e Milan e uscito dal campo del Tardini con il volto scuro e un tantino arrabbiato mette subito in chiaro le cose sotto il rumoroso pubblico dell'Allianz Arena, dove si mostra subito famelico e trascinatore: lotta su ogni pallone, arretra ad aiutare i compagni, recupera palle fondamentali e da fastidio a tutto il Bayern in ogni reparto del campo. Si macchia di uno scivolone in area che gli sottrae la gioia di un primo vero tiro che avrebbe potuto già segnare il match, ma qualche minuto dopo, con la complicità di un Thuram più frizzante e deciso che a Parma che gli serve un delizioso tacco, non può che fare ciò che meglio gli riesce: incornare gli avversari che proprio nelle battute immediatamente precedenti avevano impensierito la squadra di Inzaghi. Azione deliziosa e meravigliosamente inzaghiana innescata proprio dallo stesso Lautaro che recupera un pallone con un contrasto aereo, gira per Bastoni che serve Carlos Augusto che da sinistra crossa a cercare Thuram in mezzo. Il francese, coperto dall'avversario e sbilanciato in corsa, non può impattare ma può servire come meglio può Lautaro, bravissimo a sfruttare l'occasione per rivelarsi letale ai danni di Urbig e di tutto il Bayern: 1-0 Inter e anche i mostri bavaresi sembrano più umani. Ventidue il numero che porta con la sua Seleccion e ventidue è il numero di gol in Europa con l'Inter segnati dall'argentino che raggiunge Roberto Boninsegna e si piazza secondo alle spalle del solo Alessandro Altobelli, marcatore assoluto in tal senso con 35 reti. Ma non solo, perché il nativo di Bahia Blanca, con quello inflitto a Kane e compagni ha sottoscritto il settimo gol stagionale in Champions League, raggiungendo un dato che non si verificava dal 2010/11 quando l'ultimo giocatore dell'Inter a segnare almeno sette reti in una singola edizione del suddetto torneo fu Samuel Eto’o che quell'anno raggiunse quota otto scores. Da capitano a vicecapitano e se Lautaro si riscopre immenso davvero, prendendo parte ancora una volta ad un'azione da gol - come già accaduto anche nelle tre partite precedenti, il vero faro - del primo tempo soprattutto - parla italiano e porta il 23 addosso: si chiama Nicolò Barella e si parafrasa con 'imprescindibile anima nerazzurra'. Mai banale, sempre ispirato, a tratti visionario, il centrocampista sardo manda in tilt le trame tattiche dei tedeschi e con idee inimmaginabili, ma non per lui, tira spesso la sua Inter fuori dai guai e dall'apnea alla quale gli uomini di Kompany provano a imbrigliare l'Inter. Non si risparmia e dispensa qualità e sostanza in ogni dove. Italians do it better e difatti l'MVP di serata va ad Alessandro Bastoni, altro pilastro della squadra nerazzurra quanto della Nazionale azzurra e se qualche settimana fa proprio contro i tedeschi si era macchiato di qualche 'leggerezza' che difficilmente si concede, nella notte di ieri non sbaglia praticamente quasi nulla, si immola più e più volte e indossa i panni di dissennatore potteriano che ruba palloni ed 'anima' ad ogni avversario alla ricerca di una via verso Sommer. Freddezza, lucidità, attenzione e calma piatta, gli stessi ingredienti predicati dallo stesso 95 nerazzurro ai microfoni quando mette in guardia i compagni, in coro con Inzaghi che dall'altro lato dei pannelli dell'area media si complimenta a gran voce con i suoi ragazzi che anche oggi gli hanno regalato uno slogan: con questo spirito nessuno è insormontabile, né imbattibile.
E allora avrà avuto ragione Mkhitaryan quando, in tempi più incerti di adesso e parlando della sfida andata in scena ieri dall'altro lato delle Alpi disse "giocando da Inter siamo imbattibili". Ragione che lo stesso armeno non deve faticare a raccogliere, non a Monaco quantomeno, dove i fatti han parlato più delle parole. Piedi ben saldi a terra sì, ma con una matura e solida consapevolezza: a questa Inter sognare non serve neppure più, perché ora, al netto di un ritorno tutto da giocare e un percorso ancora tutto da scrivere, si è svelata grande davvero. Il ritorno a Monaco per un (e una) eventuale gran finale non è più materia onirica, ma una grande realtà che i campioni d'Italia possono realmente pensare. E perché no, anche pianificare.
Altre notizie - In Primo Piano
Altre notizie
- 23:20 Correa verso il ritorno all’Estudiantes: l’ex Inter ha già parlato con Verón
- 23:05 Lo Monaco e i dubbi sull'Inter: "Quest'anno faticherà a imporsi"
- 22:50 Malagò: "Domani l'annuncio del nuovo ct? Non penso"
- 22:36 Compagnoni: "Se salta Spence io vedo altre soluzioni per colmare il vuoto"
- 22:22 videoUn mese al ritorno a San Siro: l'Inter carica così i tifosi
- 22:07 Non solo l'Inter: in campo oggi anche altre otto squadre di Serie A
- 21:53 FIGC, 264 nuovi direttori sportivi abilitati: ci sono Destro, e Padelli
- 21:39 Mancini in campo con Malagò, frenata sulla Nazionale: "Nessun contatto"
- 21:25 Sky - Inter ferma sul mercato, giorni di valutazione: i nomi per la fascia
- 21:11 Marianella: "Guardiola ct? Difficile, ma secondo me non impossibile"
- 20:57 Dall'Argentina - Romero: Inter favorita sul Barça, ancora contatti con l'agente
- 20:43 Sabatini: "Guardiola grande allenatore, ma un CT difficilmente allena"
- 20:29 Mondiali 2026, la FIFA svela la top 11: dominio Spagna e nessun interista
- 20:15 Italia, Guardiola darà una risposta entro il weekend: chance al 50%
- 20:01 Spagna-Argentina, boom negli USA: solo il Superbowl fa più audience
- 19:47 Inter U23, buona la prima: quindici gol nell'amichevole contro il Grosio
- 19:33 Continua la pre-season dell'Inter: dove vedere la sfida contro il Karlsruher
- 19:19 UFFICIALE - Matteo Cocchi al Padova: il giocatore lascia l'Inter in prestito
- 19:05 Buona la prima per l'Inter Women: Grasshopper battuto in rimonta 2-3
- 19:00 Rivivi la diretta! TUTTO sulla PRIMA AMICHEVOLE (16-0). ROMERO sale, SPENCE scende. Tra un mese INTER-MONZA
- 18:55 Il Messaggero - Conferme su Inter-Romero, si attende l'incontro con l'agente
- 18:40 Salvatore Esposito: "Io e Sebastiano abbiamo la Sampdoria dentro"
- 18:25 Anche Roma e Milan guardano in casa Chelsea: piace Disasi
- 18:11 Malagò: "Euro2032 tema fondamentale. Arbitri? Dico una cosa"
- 17:57 Panathinaikos, primo traguardo per De Vrij: sarà il nuovo capitano
- 17:42 Zanchetta: "Tifo Inter dall'età di 6 anni, per me è sempre da Scudetto"
- 17:29 Sport - Romero, voglia di Barça. Flick lo ha preferito a Bastoni
- 17:15 videoDalla doppietta di Frattesi alla cinquina di Pio: i gol di Aasen-Inter
- 17:05 Inter e Juventus, allenamento aperto a Perth prima della sfida dell'8 agosto
- 16:50 Piacenza, amichevole con l'Inter U20 grazie ai buoni uffici di Paolillo
- 16:36 Fenucci, AD Bologna: "Valuteremo l'offerta giusta per Lucumì"
- 16:21 Serie A Women, il calendario: l'Inter di Sassarini debutta con la Fiorentina
- 16:08 Albertini su Guardiola CT: "Serve uno disposto ad accettare l'incarico"
- 15:53 Da NUOVA CALCIOPOLI ad ARCHIVIOPOLI, tutta la verità: l'INTERVISTA a LA FRANCESCA. L'INTER rischia?
- 15:39 Karlsruher, inizia il lavoro per la sfida contro l'Inter. Con un volto nuovo
- 15:25 Pensieri sul mercato attuale: c'è un solo investimento che va fatto
- 15:16 Bisseck a ITV: "Vogliamo vincere tutte le Coppe, ma non è così semplice"
- 15:10 Il Mondiale delle rivelazioni del 2030: anche Leon Jakirovic protagonista
- 14:56 SM - Fuori anche Spence, Ausilio torna al lavoro su Guela Doué
- 14:41 Festival dello Sport 2026, anche l'ex interista Adriano tra i protagonisti
- 14:27 Viviano: "Se Dodò sente di aver finito a Firenze giusto venderlo"
- 14:13 Massolin fuori dall'allenamento congiunto: per lui lieve problema muscolare
- 14:06 Trump, nuova sortita a sorpresa: "Vuole Infantino presidente dell'ONU"
- 13:52 Tiago de Vincentis, il piccolo Barella italo-belga. Il padre: "Si ispira a lui"
- 13:37 Cairo: "Il calcio italiano va rifondato. Prendiamo la Spagna come esempio"
- 13:23 Si riparla di Finalissima 2026. E l'ambasciatore spagnolo a Baires ci spera
- 13:08 Archiviazione Rocchi, telefoni non sequestrati per il "clamore mediatico"
- 12:54 Inter e Juventus pronte a battagliare per Lucumì. Ma occhio al Besiktas
- 12:39 Goleada nel test con l'Aasen: l'Inter vince 16-0. Manita per Esposito
- 12:37 Inter, vicino l'esterno 2005 Alessandro Milani dalla Lazio
- 12:27 UFFICIALE - Depositato il contratto di Apsits: comincerà con l'U23?
- 12:17 SM - Stop alla trattativa per Spence: il Tottenham spara troppo alto
- 12:10 Prima "AMICHEVOLE" per l'INTER, che FORMAZIONE per CHIVU! TENTATIVO SERIO per ROMERO: le ULTIMISSIME
- 12:05 SM - Romero, c'è un sondaggio anche da parte dell'Atletico Madrid
- 11:55 Inter Femminile: un portiere passa a titolo definitivo al Como 1907
- 11:40 Darmian, futuro in serie A? Ci potrebbe essere un ritorno
- 11:25 La Stampa - Bastoni-Al Hilal, Inzaghi non ha ancora perso le speranze
- 11:23 Bisseck: "Siamo ancora i più forti. Al quarto anno voglio uno step in più. Nazionale? Normalmente..."
- 11:11 GdS - Inter, troppi limiti sul mercato: l'obiettivo sarà ancora vincere in Italia
- 10:57 videoCocchi al Padova, l'interista arriva alle visite mediche
- 10:50 Iniziato l'allenamento congiunto contro l'SV Aasen: formazione sperimentale
- 10:43 Esposito: "Battute su Milito? Non scomodiamolo. Bastoni leader. Obiettivi? Dico che..."
- 10:34 La Repubblica - Inter, quattro nomi sul taccuino: arrivano tutti dal Mondiale
- 10:20 Albertini: "Seconde squadre? Che differenza con la Spagna: Rodri ci ha giocato più di 40 partite"
- 10:06 Buonfiglio: "Guardiola? Meglio un ct italiano: feci lo stesso errore alla Federcanoa"
- 09:54 TS - Diouf-Inter davanti a un bivio, ruolo a destra o cessione
- 09:40 TS - Spence, costi altissimi: Perisic diventa sempre più probabile. Ma il sogno a destra è un altro
- 09:26 TS - Mosconi, la richiesta di Chivu: l'attaccante resta, spola tra Under 23 e prima squadra
- 09:12 CdS - Inter, test a porte chiuse contro l'Aasen. Diouf osservato speciale
- 08:58 Mauro: "L'Inter deve darsi una mossa. Bilancio disastroso della Serie A al Mondiale"


