Secondo calcio d'inizio di un match cominciato lo scorso 3 marzo al Sinigaglia, dove all'andata della semifinale di Coppa Italia 2025/26, Como e Inter avevano lasciato il campo senza aver mosso i piatti di una bilancia rimasta perfettamente in equilibrio: 0-0 che non aveva entusiasmato nessuno e aveva visto le due squadre scese in campo con attenzione e riserbo. Forse troppo, fino a rimandare tutto il verdetto alla partita dal Meazza di questa sera che consegna alla Coppa Italia la sua prima finalista della stagione: l'Inter di Cristian Chivu. Dopo la netta vittoria in campionato dei nerazzurri, ancora in casa dei lariani, di poco più di una settimana fa, i milanesi replicano la prestazione del Sinigaglia e battono ancora una volta la squadra di Cesc Fabregas, negando loro la gioia della prima finale della competizione in questione nei loro quasi 120 anni, e danno ufficialmente il via al toto-doblete. Chivu si presenta con la conferma di Pepo Martinez tra i pali, protetto da Akanji, Acerbi che torna titolare dopo la presenza dal 1' di De Vrij con il Cagliari e Carlos Augusto, ancora al posto dell'acciaccato Alessandro Bastoni, neanche convocato. Luis Henrique lascia rifiatare Dumfries, niente riposo invece per Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu, torna invece dall'inizio anche Zielinski, al fianco dell'onnipresente Dimarco. Attacco ce soir à la française con Bonny al fianco del connazionale Thuram. Restano in panca i diffidati nerazzurri Sucic e Pio Esposito, mentre gioca il tutto per tutto Fabregas che non teme la diffida che incombe Diego Carlos, Ramon, Van der Brempt, e Nico Paz.
PRIMO TEMPO - Parte con personalità il Como che prende il pallino del gioco nei primissimi minuti di partita, poi Zielinski suona il primo squillo dell'Inter: il polacco sgroppa sulla sinistra per poi mettere in mezzo alla ricerca di Bonny, ma il pallone calciato dal francese finisce di poco a lato. Qualche minuto dopo arriva la prima grande azione della serata con una paratona di Martinez che si allunga e con grande reattività ferma un ottimo tiro di Baturina che mette in difficoltà la squadra di casa per la prima volta in serata, ma sullo sviluppo del corner arriva il secondo spauracchio per il Meazza: tentativo di Kempf che colpisce l'incrocio dei pali e mette i nerazzurri alle corde per un attimo. L'apnea finisce presto e i padroni di casa tornano a strimpellare dall'altra parte del campo fino al paio di falli fischiati da Sozza che spezzano un ritmo che non aiuta gli ospiti: l'Inter finisce ancora alla bandierina e sebbene dal corner di Calhanoglu non succeda nulla di particolare la squadra di Chivu resta nella trequarti avversaria e si diletta a girare palla con la linea altissima e a costruire con tranquillità giocate che non però rifinisce con cinismo. Al 27esimo i comaschi sono dalle parti di Pepo Martinez che, nel tentativo di non franare su Acerbi in marcatura su Douvikas, finisce 'tagliato fuori' in una situazione d'allarme stanata da Carlos Augusto. E al 32esimo a spezzare l'equilibrio è ancora Baturina che beffa la difesa dell'Inter e anche lo spagnolo tra i pali che finisce spiazzato come i compagni di reparto dal movimento di Douvikas: 0-1 poco dopo lo scoccare di una mezz'ora che ha visto più nerazzurro che biancoazzurro. Prima sbavatura che la capolista paga ma non s'abbatte e torna incisiva poco dopo ma ancora una volta non letale con Thuram che viene fermato da Perrone. Al 45esimo è ancora Pepo a mettersi in evidenzia con un intervento importante che manda in angolo un tiro da appena fuori area di Da Cunha. Dopo qualche intoppo tecnico i nerazzurri riescono a spazzare seppur in rimessa laterale che segna la fine del primo tempo e manda a riposo Barella e compagni sotto la spinta di un caldo San Siro. "Forza ragazzi" intona la Nord mentre, al duplice fischio, lasciano il campo in direzione spogliatoi.
SECONDO TEMPO - La ripresa non parte per l'Inter con il solito sprint che la 'cura dell'intervallo' ha trasmesso all'Inter nelle ultime uscite di campionato. Al contrario, il francese che si era reso protagonista nel finale di primo tempo, Lucas Da Cunha firma il raddoppio della squadra di Fabregas e indirizza non poco questo percorso verso Roma. Al 50esimo la panchina di casa si muove e i giocatori in campo tentano di alzare baricentro e giri del motore. Al 54esimo però i comaschi tentano ancora una ripartenza velenosa che i padroni di casa riescono a sventare e si rilanciano all'offensiva ma non riescono ancora a trovare varchi nella porta di Butez. Bello scambio tra Barella e Zielinski che però il polacco cestina spedendo alto sugli spalti a cinque minuti dall'ora di gioco. Poco più di un minuto dopo il portiere dei comaschi è chiamato a intervenire su Calhanoglu e al 60esimo Chivu mischia le prime carte: Dimarco e Zielinski lasciano il campo a Diouf e Sucic. Al 65esimo i nerazzurri riescono a confezionare una buon'azione che vede Barella protagonista in una semisforbiciata che però si spegne su un avversario oltre che con la bandierina che si alza per fuorigioco. Tra un tentativo di rianimazione della Nord e l'altro, l'Inter si rianima davvero e torna in partita con un solito tiro dalla distanza che fa stropicciare gli occhi di Hakan Calhanoglu che risveglia il Meazza sugli spalti ma anche i compagni che però poco dopo ricadono nell'immediato terrore che il Como aveva inflito in risposta all'esultanza nerazzurra con Diao, dimenticato letteralmente da Acerbi ma fortunatamente ancora una volta neutralizzato da un ottimo Josep Martinez che evita il terzo gol degli avversari e l'Inter torna a ruggire, stavolta davvero con verve, sotto la Nord. Pio Esposito e Bisseck rilevano Bonny e Acerbi e nel frattempo Calhanoglu impegna di nuovo Butez che ora trema insieme a tutto il Como, già scottato dalle rimonte dei nerazzurri. Il Meazza intanto s'infiamma e i decibel fanno tremare le fondamenta della vecchietta Scala del Calcio. I lariani iniziano a temere qualcosa e anche a perdere qualche minuto, al 79esimo l'autore del primo gol, Baturina e Van der Brempt, lasciano il campo a Jesus Rodriguez e Smolcic, in una situazione che fa sbottare anche Sozza che richiama i comaschi per la seconda volta per l'eccessiva perdita di tempo. All'85esimo qualche problemino ferma Luis Henrique che lascia la fascia a Dumfries e qualche secondo dopo il Meazza torna ad esultare, ancora una volta per mano di Hakan Calhanoglu che di testa, in area di rigore, pulitissimo, meravigliosamente in linea, stacca nell'indifferenza di tutti quasi a tu per tu con Butez e con la solita freddezza che lo contraddistingue nei tu per tu coi portieri fa 2-2 e manda letteralmente in tilt il traffico di Milano. Il Como tenta immediatamente la risposta ma l'Inter è indemoniata e con Petar Sucic ribalta incredibilmente la partita che fa 3-2 e manda in relax questura, ATM e call center dei taxi.
Supplementari scongiurati e resurrezione di leoni da tastiera altrettanto: l'Inter ora è padrona del campo e dell'inerzia e spinge ancora. A mettere calma è Chivu che da bordocampo fa cenno a Thuram di rallentare i giri e far tesoro del tempo che scorre. Il Como si è abbattuto ma non spento e Pepo Martinez è chiamato all'intervento dopo l'sos di Akanji su un tentativo degli avversari che però si lascia ad assalire dalla frustrazione e fanno registrare il primo cartellino della serata con Ramon, finito sul taccuino di Sozza per fallo su Thuram. "Chi non salta insieme a noi cos'è, è un milanista" intona il Secondo Anello Verde mentre il Como si lancia nell'ultimo disperato tentativo confezionato da Morata-Caqueret e fermato ancora da un ottimo Pepo Martinez che manda in angolo e scrive di fatto i titoli di coda di una gara sofferta, ma ancora una volta vinta con sudore, gambe, nervi e cuore da un'immensa Pazza Inter di Cristian Chivu che ora naviga verso un doblete davvero possibile, eccome.
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