Archiviata la vittoria di misura contro la squadra di Runjaić, l'Inter ha già switchato impegno e se lo scorso sabato è uscita vittoriosa dal Bluenergy Stadium contro una buona Udinese che ha saputo rendergli complicata la vita, lo step successivo che ha atteso la squadra di Chivu ha presentato da subito un coefficiente di intensità e difficoltà di certo più alto e non di poco. Per la settima giornata di League Phase i meneghini ospitano l'Arsenal di Arteta, capolista di Premier League e anche della momentanea maxi classifica di Champions League. Si arriva ai nastri di partenza col pronostico che, a rigor di numeri, favorisce gli ospiti, reduci da un percorso a punteggio pieno ottenuto alzando barricate difensive che hanno permesso alle rivali fin qui incontrate dai londinesi di trafiggere la compagine di Arteta una sola volta. Uno solo il gol subito fino a questo momento da Raya, nel match contro il Bayern Monaco finito per 3-1 a favore dei Gunners. Un trend diverso da quello della squadra di casa che aveva iniziato il percorso continentale con quattro vittorie, salvo schiantarsi due volte negli ultimi due impegni rispettivamente contro Atletico Madrid e Liverpool. Due sconfitte che hanno minato le certezze dei nerazzurri, affranti da due ko immeritati che hanno però sottratto terreno alla corsa ai primi otto posti in classifica che varrebbero il salto oltre l'ostacolo playoff.
PRIMO TEMPO -
La ragione dei bookies viene messa nero su bianco immediatamente: l'Arsenal inizia la partita con una ferocia inaudita e già immediatamente dopo il fischio d'inizio incastona l'Inter nella sua metà campo e impegna più volte la difesa nerazzurra per i primi sette minuti abbondanti durante i quali i Gunners fanno provare ai nerazzurri anche il brivido del primo corner da schermare. Se le preventive sui calci piazzati hanno teso l'assist all'Inter che ha annullato il corner degli ospiti, non altrettanto si può dire dopo l'errore di Saka che però si trascina nell'errore anche Dimarco che sporca, servendo di fatto Gabriel Jesus che si avventa sul pallone e supera Sommer. Il gol paradossalmente scuote i nerazzurri che, come dopo un elettrico pizzico di taser, si risvegliano e riprendono linfa vitale e alzano ritmo e pressing, rendendosi subito pericolosi dall'altro lato del campo e nel giro di un paio di minuti rimettono a posto le cose. Al 18esimo Thuram prova una conclusione che Mosquera ferma, il Tikus salva il pallone e serve Barella, il sardo d'esterno prova il tiro ma trova una respinta sulla quale si fionda Sucic che spara un missile che silura Raya: 1-1 e San Siro si alleggerisce. Gli inglesi però non fanno una piega e con un'imperturbabilità da manuale, non si lasciano intimidire neanche dall'occasionissima per gli uomini di Chivu che per un pelo non trovano il vantaggio con Thuram che spara alto. Gol sprecato, gol subito e poco dopo tornano a far male agli italiani al 31esimo nel modo in cui gli riesce meglio: corner e specialità della casa. Trossard mette in mezzo di testa e ancora Gabriel Jesus s'impenna neanche troppo in alto, ma totalmente libero da marcatura, ed è raddoppio degli inglesi. La reazione della squadra di casa è il copia e incolla del post-primo gol, mandando in scena il copione voluto da Chivu: lucidità, reattività immediata e coltello tra i denti. Che però non bastano a trovare il pari già entro il duplice fischio ed è sul vantaggio della squadra di Arteta che si va a riposo.
SECONDO TEMPO -
Intervallo che rinfranca l'Inter, che subito dopo essere rientrata in campo va subito a trazione anteriore, facendosi vedere dalle parti di Raya, graziato però da uno schema che favorisce la squadra di Premier. Qualche sportellata qui e lì fa scorrere veloce il cronometro per i primi dieci minuti del secondo tempo quando Lautaro finisce a terra in area di rigore tra tre avversari, Pinheiro non interviene, il VAR fa un breve check avallando la decisione del portoghese e la sliding doors successiva è segnata dalla finestra di cambi, da un lato e dall'altro, arrivata al 63esimo per i nerazzurri, al minuto successivo per i Gunners. Per la squadra casalinga entrano Frattesi e Pio Esposito al posto di uno stanco e non proprio brillante Nicolò Barella, anche oggi compassato e arrugginito, e di Lautaro Martinez. Singolare la scelta di Chivu di togliere il capitano ma le ragioni sono tatticamente presto spiegate e il 94 nerazzurro ci mette poco più di un paio di giri d'orologio per farsi conoscere anche oltre Manica ed è subito brivido per Raya e compagni. Gran pallone di Luis Henrique che serve l'italiano che per pochissimo non rimette in equilibrio il risultato: decisiva la deviazione di Mosquera. È ancora Esposito il più pericoloso che controlla un buon pallone in area, ma calcia alto. Respira ancora l'Arsenal, ancora protetta da una fase difensiva impeccabile poco dopo su un tiro di Thuram che manda alla bandierina i nerazzurri che non riescono però a trovare la via della porta neppure nei minuti dopo quando, ancora una volta, gli interisti costruiscono bene, fanno esaltare il Meazza, salvo poi non concludere con cinismo e precisione e finire col raccogliere palloni che puntualmente flipperano su maglie rosse anche quando si potrebbe evitare. I nervi si stropicciano con lo scorrere del cronometro e a piangerne le conseguenze è Bastoni, finito sul taccuino del fischietto lusitano per fallo di reazione su Merino dopo che lo spagnolo commette fallaccio su Dimarco prima e un altro colpetto a palla lontana. Ammonizione per entrambi e altro doppio cambio per Arteta che rileva Gabriel Jesus e Mosquera, in affanno sul neo-entrato Pio. Il giallo rimediato da Acerbi per trattenuta su Gyokeres e altre due staffette in casa Inter fanno da protagonisti dei primi cinque minuti dell'80esimo fino al misunderstanding tra Sucic e Frattesi che esitano sull'inserimento di Gyokeres e stendono il tappeto rosso verso il 3-1 dell'Arsenal. Inspiegabilmente l'8 nerazzurro si ferma convinto di lasciare palla a Frattesi ed evita clamorosamente un anticipo sull'ex Sporting che avrebbe salvato Sommer. L'Inter prova a reagire ancora per la terza volta, ma il tentativo di testa di Thuram finisce nuovamente alto. A nulla serve la buona volontà, le speranze e la spinta, finalmente a gran voce e a tratti feroce della Curva Nord, la squadra di Chivu non ne ha più. Nei tre minuti di recupero non cambia nulla ai fini del risultato: finisce, seppur ingenerosamente, 3-1 per l'Arsenal, l'Inter rimedia la terza sconfitta europea consecutiva e vede, momentaneamente, scricchiolare la qualificazione agli ottavi senza passare dai playoff.
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