Intervista esclusiva concessa da Mauro Icardi alla rivisita Style. L'attaccante argentino sta per tornare e non è da escludere una convocazione già per Inter-Catania. Un anno tribolato per lui, tra infortuni e gossip.

E' arrivato in Italia con Patricia, fidanzata spagnola, ma le carte si sono presto rimescolate.
"Abbiamo deciso in accordo, stavamo insieme da più di 3 anni. A questa età sono cose belle finchè durano, lei è tornata alle Canarie da sola. Poi è venuto il resto".

A 21 anni già parecchi spostamenti.
"Sono di Rosario, la città di Messi. Da piccolo sono andato in Spagna, dove ho giocato nel Vecindario. A 15 anni mi ha preso il Barcellona, tre anni dopo la Samp e ora l'Inter".

Nessun dubbio sulla nazionale.
"E' una questione di cuore, mi sento sudamericano".

Messi è il suo Idolo?
"E' grandioso. Il mio mito è Batistuta, che l'Italia conosce. Vorrei essere come lui”.

Le manca Genova?
“Barcellona è sul mare ed è piena di centri commerciali. A Genova sono stato benissimo, mi mancavano solo i negozi. Ora sono a Milano, i top dello shopping, ma non c’è il mare". 

Cosa compro? 
"Orologi, cappellini, smartphone e tablet. Social network? Sempre piaciuti, è come una droga. Il tempo libero lo passo in giro per negozi e locali e guardo qualche film in televisione. Se sto con qualche compagno di squadra? Appena arrivato a Milano Zanetti, Cambiasso, Samuel e altri interisti sudamericani mi hanno portato a spasso. Ora giro con Mateo Kovacic, che è croato, siamo della stessa età e ci capiamo bene. A parte il calcio? La caccia, che in Italia ho sospeso, e la pesca subacquea”. 

Come investe i soldi?
“Ho appena iniziato a guadagnare! Una casa alla Gran Canaria, poi sarà la volta di Buenos Aires”.

Qualche pazzia?
“A Barcellona mi sono comprato di seconda mano un Hammer H2 tutto dorato. Certo non passavo inosservato”.

Cosa pensa del Papa?
“Si vede che tiene alla gente umile. Loro lo capiscono e sono con lui. Zanetti lo ha incontrato e ne parla con entusiasmo”.

Maradona, atteggiamenti discutibili. Non crede?
“E’ un grande, non lo giudico. Ogni argentino per lui ha una specie di venerazione. E’ un simbolo del paese”.

In due anni di serie A ha mai avuto scontri con qualche giocatore?
“Ne ho prese e date tante. C’è un ventrale del Bologna di cui non ricordo il nome, che quando stavo ala Samp mi ha martoriato". 

Si considera fortunato, ha un cane di nome Lucky...
"Quello per la verità lo ha portato via Patricia. Mi considero fortunato, ma ho accompagnato la fortuna con qualche bel gol".

Il sogno?
"Lo ho già realizzato giocando in club importanti e in nazionale. Spero che continui senza incubi".

Cosa non ama dell'Italia?
"Spagnoli e argentini sono più allegri. L'allegria per me è come la carne grigliata: il piatto migliore al mondo".

 

Sezione: Focus / Data: Ven 24 gennaio 2014 alle 12:35
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
Vedi letture
Print