Il club viene descritto dalla Gazzetta dello Sport come "furibondo" verso Arturo Vidal, protagonista in negativo dell'episodio chiave del match con il Real Madrid. Arriverà una multa salata, ma questo non vuol dire che quel frangente di match non debba essere esaminato attentamente, contestualizzandolo. "In fondo, Vidal è lo specchio dell’Inter contiana: da queste parti il sovraccarico di energia rischia di dare l’effetto contrario - sottolinea la rosea -. Nel suo caso, poi, pesa l’etichetta attaccata alla schiena: Vidal è per tutti il pretoriano di Conte, fedelissimo a lungo inseguito e infine arruolato. Così la sua caduta è, in parte, la caduta del tecnico, il più “tradito” dal comportamento del cileno". Insomma, Vidal godrebbe delle attenuanti generiche: tutta l'Inter era in stato confusionale a inizio gara, schiacciata dalla pressione dell'incontro. Lui in particolare, sia per ruggini pregresse con i Blancos che per la responsabilità di un ruolo da leader non ancora giustificato con le prestazioni in campo.

Ma ci sarebbero anche altri motivi alla base del flop del cileno. Innanzitutto tattici: il tempo - come spiega la Gazzetta - passa per tutti, e il cileno non appare più il guerriero degli anni passati. Fin qui, Vidal ha faticato sia da centrocampista avanzato che da play basso. "Al contrario, si erano intravisti bagliori di vecchia luce quando poteva governare sul centrosinistra. Quel ruolo da pendolo, con Barella mezzala sul centrodestra, sembra il migliore per la mediana, ma presuppone l’uso di un regista puro. L’unico è Marcelo Brozovic: la sua guarigione dal covid è una buona notizia soprattutto per Arturo, ancora a secco di gol", si legge.

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Sezione: Focus / Data: Ven 27 novembre 2020 alle 08:38 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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