Romelu Lukaku e Niccolò Barella: sono loro due gli uomini in copertina sulla Gazzetta dello Sport dopo il successo di Genova. "Lukaku il braccio e Barella la mente, perché Antonio Conte, per abbattere il muro del Genoa, ha dovuto inserire il “Tardellino” e scuotere un centrocampo e una trequarti fin lì di pensieri troppo ponderati - si legge -. Barella ha sostituito Eriksen e ha duettato con Lukaku per il gol dell’1-0. Con il nuovo entrato l’Inter ha acquisito colore, è diventata più dinamica. L’ennesima dimostrazione di come Eriksen non sia tagliato per il calcio di Conte", taglia corto la rosea contro il danese.

"Il risultato dice che per la prima volta in stagione Handanovic ha mantenuto la porta imbattuta e riporta l’Inter in zone più consone - sottolinea il giornale -. È interessante notare come la squadra stia in effetti cambiando pelle. Punta di meno sulla fisicità, anche se per vincere c’è stato bisogno della gamba e della vivacità di Barella, e si impegna di più nel ragionamento. Non è ancora del tutto chiaro il gioco, non si capisce bene quale sia il punto di arrivo. Il possesso è spesso vuoto di contenuti interessanti e/o promettenti e la dipendenza di Lukaku è netta, quanto quella del Milan da Ibra. Pare che Conte sia alla ricerca di una nuova strada, con questa costante del trequartista un po’ puro - Eriksen - e un po’ impuro, inedito, come Barella. Due combinazioni opposte, che oggi non sono intercambiabili, perché la seconda funziona di più e meglio".

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Sezione: Focus / Data: Dom 25 ottobre 2020 alle 08:27 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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