Alla fine, aveva ragione Cesc Fabregas quando, già a maggio, aveva dichiarato che Nico Paz non avrebbe giocato nell'Inter: l'argentino, ci aveva visto giusto il tecnico spagnolo, resterà a Como e continuerà a crescere sulle sponde del lago. Almeno per un altro anno. L'Inter non era ancora arrivata a una vera negoziazione, ma stava preparando il terreno per tentare l'affondo confidando sia nella disponibilità del giocatore sia nell'incertezza sulla scelta del Como, spiega il Corriere dello Sport che poi, alla luce dei fatti di cronaca, corregge il tiro: la volontà di Nico Paz è stata alla fine determinante e il suo desiderio di restare nel club lariano, preferendolo anche al Real Madrid, ha fatto la differenza.

Fabregas ha convinto la proprietà comasca a investire sul talento argentino, acquistandone il cartellino con una formula che lascia al Real Madrid un diritto di recompra per la stagione successiva. Dal canto suo, la dirigenza del Como ha scelto di correre un rischio economico pur di non perdere il proprio giocatore simbolo, stroncando di fatto i piani dell'Inter che, come sottolinea il CdS, non si può dire beffato. Di fatto non si può neppure parlare "di affare sfumato, visto che una vera trattativa non era nemmeno cominciata". Rimane però la sensazione di una serie di occasioni mancate sul mercato che sembrano diventare "una maledizione": colpi sfumati sul più bello, proprio "nel momento in cui Oaktree viene (faticosamente) convinta ad alzare l’asticella rispetto agli abituali parametri". Impossibile non pensare ai vari Lookman, Koné e, più recentemente, Palestra. I nerazzurri sembrano non possano permettersi altri passi falsi, e pur escludendo il caso Nico Paz da un vero fallimento di mercato, "è chiaro che l’Inter non possa permettersi di mancare un altro colpo".

Sezione: Focus / Data: Sab 27 giugno 2026 alle 09:14
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi