"Ho la pelle d'oca pensando al derby, una partita sentita in Italia ma anche nel resto del mondo". Così Julio Ricardo Cruz, intervenuto nella nuova puntata di 'Kick Off', podcast dell'Inter. "Ricordo quando entrai nel secondo tempo e feci subito gol: una sensazione unica, impossibile descrivere quelle sensazioni – dice El Jardinero in riferimento al derby di ritorno della stagione 2006/07 –. L'Inter di quegli anni, grazie a Moratti, aveva tantissimi giocatori di livello altissimo. Ibrahimovic, Crespo, Cruz, Martins, Recoba. Ogni volta che ti toccava giocare, dovevi dare il massimo per trovare un posto da titolare. Io dico grazie al club nerazzurro per tutto quello che ho vissuto. In quel derby ci fu un'esultanza molto sentita anche perché per il Milan aveva segnato l'ex Ronaldo e i tifosi non volevano perdere a causa di quella rete. Se ce l'avevo con Mancini? No, fu solo uno sfogo, uno dei pochi. Non vorrei ricordare male, ma passarono appena 11 secondi tra il mio ingresso in campo e il gol: ci tenevo tantissimo a giocare quel derby. Poi rischiai di segnarne un altro col tacco: fosse entrata quella palla...".

Sul derby di domani praticamente senza pubblico. "Sarà molto difficile, a noi succedeva sempre essere caricati dai tifosi. Ricordo quando giocammo alcuni match privi di spettatori per squalifica: fu molto dura. Devi avere una concentrazione superiore, non è una partita qualsiasi. Anche qui in Argentina stanno tutti aspettando questo match. Sanchez dodicesimo uomo come me? Mi auguro di sì, per il bene dell'Inter. In realtà io mi ritenevo uno dei tanti e non solo il dodicesimo uomo. In un grande club come l'Inter, nessuno è titolare: sono tutti importanti, tutti titolari, poi il mister sceglie di volta in volta. Spero che Alexis giochi tantissime partite da titolare e possa fare bene come quando entra a gara in corso".

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Sezione: Focus / Data: Ven 16 ottobre 2020 alle 11:24
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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