"In un campionato dove l’1-0 è spesso una sentenza, l’Inter è la seconda squadra capace di vincere una partita tornando da uno svantaggio di due gol". Lo sottolinea Paolo Condò nel fondo scritto oggi sul Corriere della Sera per analizzare la pesante vittoria in rimonta contro il Pisa: "Il segnale di forza era già riuscito al Milan, in dicembre a Torino, l’Inter ha fatto qualcosa di più concentrato, perché il passaggio da 0-2 a 3-2 è durato in tutto otto minuti, e poi di chiassoso, perché è finita tanti a pochi".

Il giornalista sottolinea la sliding door del match, ovvero l'ingresso in campo di Dimarco: "La rimonta è nata in modo raramente così chiaro da una sostituzione, e ha rinverdito il vecchio detto zen che il centravanti è lo spazio visto che prima Lautaro e poi Esposito hanno colpito di testa dalla stessa zolla. Si diceva della sostituzione: schiacciato fra Arsenal e Dortmund, il Pisa chiamava inevitabilmente Chivu a un robusto turnover, perché per quanto la squadra di Gilardino pratichi un buon calcio almeno finché le gambe la sorreggono (corre tanto), se non fai rifiatare i più utilizzati contro l’ultima in classifica, quand’è che te lo permetti? Beh, Luis Henrique dovrà mostrare una forza mentale non indifferente per passare questa nottata, perché è bastato cambiare il suo anonimo contributo con le bollicine di Dimarco per girare il match come un calzino".

Chio dedicata a Yann Sommer, che "ha regalato il primo gol al bravo Moreo perché l’ordine di giocare sempre la palla ha evidentemente prevalso sulla sensazione di pericolo che tutti attorno a lui avvertivano. Con l’esperienza che possiede, dovrebbe riconoscere i momenti in cui fregarsene delle consegne, e tirare la pallonata salvifica".

Sezione: Focus / Data: Sab 24 gennaio 2026 alle 11:29
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
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