Il nuovo accordo con il gruppo alberghiero spagnolo Iberostar è il nuovo importante passo effettuato dall’Inter in chiave commerciale. La rete di sponsor della società nerazzurra si espande, legittimando anche il ruolo dell’Inter quale top brand in ambito internazionale, in una strategia complessiva di espansione che coinvolge più settori ad ampio respiro. FcInterNews.it ha voluto approfondire questi aspetti in un faccia a faccia con Giorgio Ricci, nuovo direttore commerciale del club di Corso Vittorio Emanuele, che ai nostri microfoni illustra potenzialità e strategie societarie, per il presente e per il futuro:
Dottor Ricci, parliamo in primo luogo della partnserhip con Iberostar, che, come ha sottolineato anche lei, sottolinea e rinforza l’importanza a livello commerciale del marchio Inter, soprattutto all’estero.
“Assolutamente sì, questo accordo ha una duplice valenza: da un lato c’è il riconoscimento del nome Inter sul mercato italiano, quindi il fatto che la nostra società venga scelta da aziende internazionali per veicolare il loro brand è sicuramente molto importante. Dall’altro lato, c’è l’altrettanto importante riconoscimento a livello internazionale dell’Inter, che poi è un nostro vero grande punto di forza. Il fatto che una grande realtà non italiana si sia voluta legare in partnership con noi è sicuramente significativo. Ho anche citato dei numeri relativi a delle ricerche che abbiamo fatto nei giorni scorsi, che testimoniano anche a me che sono nuovo quanto sia enorme il potenziale di questa società. Abbiamo 310 milioni di appassionati in tutto il mondo, di cui 112 milioni solo in Cina, che ci posizionano in vetta a livello mondiale su questo mercato, davanti anche ai club europei”.
A proposito di questi numeri, se fosse possibile quantificare queste cifre e dare loro un valore economico, quanto potrebbe valere il brand Inter? Diciamo una stima…
“Una stima mi pare difficile da fare, perché il valore di un brand dipende anche dalla capacità di saperlo sfruttare e attivare a livello internazionale. Quindi quello che posso dire che il potenziale è enorme, e sicuramente più verrà sfruttato, come stiamo cercando di fare nei prossimi anni, più sicuramente questo valore potrà aumentare. Dare una stima economica è veramente impossibile, ma questi numeri credo che parlino da soli”.
Però si può stimare comunque l’importanza delle sponsorizzazioni, specie in un mercato come quello italiano che appare troppo soffocato dal giogo dei diritti televisivi. Quali possibili strade si possono percorrere per aumentare l’appetibilità commerciale di una società calcistica, anche allo scopo di alleggerire la dipendenza dalle televisoni?
“Ovvio che il mercato italiano, che nei club di alto livello esprime delle percentuali significative nei ricavi da diritti televisivi. E’ quindi un obbligo per i vari club quello di concentrarsi sulle altre due importanti fonti di ricavo rimanenti, ovvero le sponsorizzazioni e il discorso degli stadi. Quindi le sponsorizzazioni giocano un ruolo chiave, ma per essere competitivi bisogna non solo offrire grandi numeri, ma anche offrire qualcosa di diverso che ci metta nella condizione di differenziarci a livello di offerta. Oggi ormai la condizione economica è tale da farci dire che per essere scelti non bisogna essere solo famosi, ma anche essere bravi”.
Altra iniziativa importante è stata il lancio del negozio ‘Solo Inter’, che non rappresenta solo un semplice store di merchandising, ma anche un punto dove vengono realizzati eventi con i giocatori, un’idea innovativa che ha riscosso grande successo, al punto da creare nuove ‘filiali’ (Appiano Gentile, Rozzano). Quant’è importante il merchandising e soprattutto la possibilità di avere un punto di riferimento fisico per esso per le vostre strategie?
“E’ importante ora e lo sarà sempre di più. Al di là della nostra presenza su Milano, che non è detto che possa incrementare in futuro, proprio perché la domanda c’è ed è molto elevata, sarà sempre più alta la nostra presenza a livello internazionale. Anche in mercati in cui oggi la nostra presenza non è così forte a livello di punti di vendite, oltre che sul web stiamo lavorando parecchio in questa direzione”.
Quanto vale per gli asset commerciali e del marketing la rosa dei giocatori?
“E’ importante, ma dico che parlando di club la cosa più importante sia la forza e l’appeal del marchio. Un marchio forte per un club sportivo va e deve andare assolutamente andare oltre quello che è il parco dei giocatori. Siamo in una situazione di questo tipo”.
Per concludere, ci può anticipare eventuali iniziative future?
“Stiamo lavorando, quindi probabilmente le scoprirete a breve. Stiamo lavorando in varie direzioni, come sponsor, merchandising, attività per i tifosi, web. Quindi ci potranno essere delle attività nuove, però le tengo segrete. Le scoprirete”.
Christian Liotta
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