Giovane di belle speranze che sta maturando esperienza all’estero. Con il sogno di tornare all’Inter e di lasciare una traccia. Facundo Colidio, in esclusiva per FcInterNews, racconta l’ultima stagione al Sint Truiden, svelando poi programmi e speranze per il suo futuro.
Quest’anno per lei la stagione è terminata presto.
“Sì, non abbiamo centrato i playoff. Ora sono in vacanza, ma continuo ad allenarmi per arrivare al meglio al prossimo ritiro”.
Come è stata la stagione al Sint Truiden?
“Da una parte positiva perché ho giocato tante partite, dall’altra difficile perché non è stato semplice adattarmi a una nuova posizione che non conoscevo. Ora che la stagione è terminata, prende le cose positive e guardo avanti”.
Dove ha giocato?
“Centrocampista destro offensivo. Interno non in fascia. Era la prima volta che giocavo in questa posizione. Il mister mi voleva lì, quindi ho dato il massimo conscio che fosse la prima volta che ricoprivo quel ruolo”.
Ora si spiegano i numeri. Due gol per un attaccante è poco, per un centrocampista può essere un altro discorso.
“Per questo non ero molto contento, non entravo in area le volte cui ero abituato. E da attaccante convinto vuoi sempre segnare o andarci vicino”.
Per il futuro dove si vede?
“Sinceramente questa posizione non mi piace come la mia naturale della punta. Non mi sento comodo, anche se ho imparato a difendere. Tutta la vita seconda punta”.
Lei è del 2000. Il futuro comunque è suo. Dove vuole migliorare?
“In ogni ambito. Devo apprendere cose di gioco che arrivano solo con allenamenti e esperienza. E credo che proprio quest’ultima sia la parola chiave”.
È possibile che giochi un altro anno al Sint Truiden?
“No, lo escludo. Tornerò all’Inter con cui sono ancora sotto contratto, poi vedremo”.
Per lei immagino sia importante giocare.
“Totalmente. Qualsiasi calciatori vuol giocare più partite possibili, soprattutto se sei giovane”.
Magari una crescita in Italia sarebbe consigliata se continua a sognare l’Inter.
“Ovviamente mi piacerebbe giocare in Serie A, anche solo per quello che significa. Ma adesso non so ancora quale sarà il mio avvenire”.
L’Inter l’ha pagata parecchio. Come vive l’investimento nerazzurro sul suo cartellino?
“Sono molto contento e ringrazio sempre i nerazzurri. Ma non sento la pressione della gente. Al massimo sono io che voglio dimostrare che hanno fatto bene e che valgo quanto hanno speso”.
Cosa ricorda degli anni in Primavera?
“Due belle stagioni, dove ho imparato molto. Mi porto uno scudetto, una finale persa e compagni splendidi”.
C’erano parecchi prospetti interessanti.
“Molti. Si è visto nei risultati”.
Chi sente ancora?
“Parlo spesso con Eddie Salcedo. Grande giocatore e grande persona”.
Sarebbe bello ritrovarsi come compagni d’attacco all’Inter, questa volta in prima squadra.
“Certo, ne abbiamo anche parlato. Ora dobbiamo lavorare, vedremo poi quale sarà il nostro futuro”.
Quale è il suo gol più importante siglato con l’Inter?
“La doppietta con la Roma a San Siro resta speciale. Ma anche il gol Scudetto contro la Fiorentina vale tanto. Diciamo che non voglio scegliere”.
Cosa ha provato quando ha messo i piedi sul manto di San Siro?
“Giocare in uno stadio con così tanto storia e sognare un giorno di farlo con la prima squadra è stata una sensazione indimenticabile”.
Lei si è già allenato con la prima squadra.
“Un’altra esperienza molto bella, qualcosa di grande. Mi è servito come esperienza. Allenarsi con giocatori di quella qualità, ti fa apprendere molto. Non posso fare un nome particolari, se giochi nell’Inter devi essere per forza forte. E lo si è visto quest’anno con lo Scudetto”.
Ha seguito le partite dei nerazzurri quest’anno?
“Certo, si tratta della squadra più forte d’Italia. E l’hanno dimostrato in campo. Sono molto contento che l’Inter abbia vinto lo Scudetto, se lo meritava. Se prendo alla playstation la squadra di Conte? Chiaro (ride, ndr)”.
Che si diceva in Belgio di Lukaku?
“Lo ammirano tutti. Lì si sostiene che lo Scudetto sia stato vinto in gran parte da Romelu, per il suo impegno”.
Giocare con lui e con l’Inter resta…
“Un sogno, totalmente”.
Dato che deve tornare in nerazzurro, le piacerebbe provare a convincere Conte di essere già da Inter?
“Credo che a qualsiasi giocatore le piacerebbe allenarsi con la prima squadra dell’Inter. E poi giocare con loro. Ma come ho detto prima, non so cosa mi riserverà il futuro”.
Zanetti la considera un prospetto davvero interessante.
“Quando sono arrivato mi ha accolto alla grande, è una grande persona. Tutto il mondo lo ammira, non è un caso sia così significativo per il club”.
La voleva anche la Juventus. Perché l’Inter?
“Per la storia dei nerazzurri. E per la storia degli argentini dell’Inter, oltre che per Pupi ovviamente che ha contato tanto”.
Lei è arrivato giovanissimo in Europa. Come ha affrontato questo cambiamento?
“Me ne sono andato di casa a 14 anni. Da Rafaela, a Buenos Aires. Lì è cambiata la mia vita. Poi il salto in Europa non è stato così grande come si poteva pensare. Certo, ero davvero giovane e ho dovuto apprendere molte cose, prendendo maggiori responsabilità, sono maturato subito”.
Forse è stato più complicato il passaggio da Milano al Belgio.
“Direi di sì. Abituarsi ad un nuovo clima e ad una nuova Nazione non è semplice, ma si può superare”.
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