Un'altra notte di passione. Un'altra notte da Inter. La vittoria di Mönchengladbach ha riacceso un po' di luce sulle speranze della Beneamata di poter approdare agli ottavi di Champions League e mettersi così alle spalle i punti buttati sino alla gara vinta in Germania. Questa sera al Meazza contro gli ucraini dello Shakhtar serve solo vincere e sperare che a Madrid non finisca in parità. Difficile? Sì. Ma le cose facili sembrano non piacere all'Inter da quando esiste. Si cammina sempre sul cornicione. Questione di Dna.

Dopo la sconfitta interna con il Real Madrid, che pareva l'inizio della fine, la squadra ha reagito andando a vincere tre partite consecutive con autorità e consapevolezza dei propri mezzi, che non sono pochi. Antonio Conte è tornato ad un 3-5-2 che garantisce equilibrio tra i reparti e protegge di più la difesa dalle ripartenze dell'avversario. Purtroppo questa sera gli infortuni impediranno sicuramente al tecnico nerazzurro di poter contare su Arturo Vidal e molto probabilmente mancherà anche Nicolò Barella che ieri non ha partecipato alla rifinitura per la maledetta distorsione alla caviglia rimediata in allenamento. Si tratta dei due massimi esponenti del Conte-pensiero.

C'è attesa, quindi, per sapere chi affiancherà l'ultimo ottimo Brozovic e un Gagliardini che con i fatti e non con le chiacchiere, sta dimostrando di poter essere estremamente utile alla causa. Visto come sino a pochi giorni fa Stefano Sensi non sia stato considerato ancora pronto per scendere in campo, rimangono due o tre soluzioni per una gara così importante.

Quella estrema prefigurerebbe l'avanzamento di Skriniar a centrocampo, cosa che lo slovacco ha già fatto nella sua Nazionale. Oppure lo spostamento a metà campo di Darmian. Quella più logica, invece, chiama in causa Christian Eriksen schierato dal primo minuto nella posizione di mezzala. Già quell'Eriksen che, nonostante l'arrivo all'Inter in pompa magna nello scorso gennaio, non è mai entrato nelle grazie dell'allenatore che non lo ritiene funzionale al suo credo tattico. Gli ingressi in campo negli ultimi minuti di gare già chiuse, hanno poi scatenato le illazioni dell'”Inter Club Social” su un presunto accanimento di Conte verso il giocatore, reo di aver esternato il suo malcontento durante le interviste rilasciate nei ritiri della Nazionale danese. “Io faccio le scelte per il bene dell'Inter, con Eriksen il rapporto è ottimo, sta lavorando bene ed è a disposizione”, ha detto Conte dopo il fischio finale di Inter-Bologna.

Ora le difficoltà a centrocampo causa infortuni, aiuteranno a capire se veramente Eriksen sia ormai un ospite indesiderato che sta aspettando solo gennaio per fuggire da un incubo calcistico o se invece, in caso di utilizzo dal primo minuto, possa essere proprio la gara di questa sera l'inizio di una bella avventura in nerazzurro. La storia del calcio è piena di capitoli a sorpresa, di cadute e risalite a breve giro di posta. Volere è potere e se Eriksen (grande giocatore) vorrà, potrà.

Se questa sera l'Inter sarà brava, giocando una grande partita, e fortunata, rispetto al risultato che maturerà a Madrid, la stagione potrebbe veramente decollare. L'eventuale passaggio agli ottavi di finale di Champions League sarebbe la giusta moneta per un club che è a caccia dell'antico prestigio, e per una proprietà che, dopo gli ingenti investimenti compiuti dal momento dell'acquisizione delle quote azionarie, ha il desiderio di iniziare a imporsi anche a livello internazionale.

L'eventuale scivolamento in Europa League per la terza volta consecutiva avrebbe un sapore amaro, l'uscita definitiva da entrambe le competioni europee sancirebbe il fallimento di un percorso che invece in Italia avrebbe ancora ragione di essere assecondato. La mission è quella di avere una sola Inter: forte e competitiva in campionato, forte e competitiva in Europa. Possibilmente nell'Europa che conta. Conte è sembrato carico il giusto nella conferenza stampa di vigilia. “Siamo in difficoltà per gli infortuni, ma la cosa dovrà esaltarci ancora di più. Vincere così sarà ancora più bello”, ha ripetuto per ben due volte il tecnico, che evidentemente sente di nuovo la squadra in sintonia con le sue idee.

E poi, davanti, ci penseranno Big Rom Lukaku e Lautaro, due che sanno far male a chiunque. Il temuto biscotto ce lo mangiamo questa mattina a colazione.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 09 dicembre 2020 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
vedi letture
Print