Commentare questo Fiorentina-Inter è davvero difficile, trovare le parole per dare un senso a tutto quello che stiamo vedendo in queste ultime settimane è quasi impossibile. Arbitri, giocatori, dirigenti e programmi televisivi. Tutti, nessuno escluso.

Partiamo dal campo perché è da lì che bisogna partire. La squadra non c'è, fisicamente è a pezzi e mentalmente è tornata instabile. Lo si percepisce e quest'ansia ora è tornata a invadere anche il tifoso da casa.

Se a tutto questo aggiungi sombreri, giocate di lusso al limite dell'area di rigore invece di spazzare il pallone sulla luna, il gioco è fatto. Gol della Fiorentina, secondo pareggio consecutivo, Milan a -6 e Napoli a -7 a 8 giornate dalla fine.

Lo scenario, a mente fredda, non è drammatico. Ma il tifoso nerazzurro inizia a fare i conti con i fantasmi del passato e inizia davvero a tremare. Perdere questo scudetto, senza fare giri di parole, sarebbe un dramma sportivo paragonabile al 5 maggio o al 31 maggio. 

Ma dipende tutto da noi, il destino è ancora nelle nostre mani, nella speranza che il ritorno di Lautaro Martinez possa rappresentare tutto quello che serve per il rush finale. Da capire anche se la condizione fisica sarà rimessa in piedi con un piano ad hoc. Al momento sono queste le speranze a cui aggrapparsi. 

Le parole sono difficili anche da trovare per giustificare ancora una volta una decisione arbitrale che penalizza l'Inter. Dopo Inter-Atalanta, in Fiorentina-Inter ci siamo superati. Come? Non mostrando in tv nemmeno un replay del tocco con il braccio di Pongracic in area di rigore, sul risultato di 0-1 per l'Inter. Nessun replay, nessuna spiegazione, nessun chiarimento. Tifosi e appasionati di calcio costretti a recuperare l'episodio sui vari social. Imbarazzo totale.

E chi difende il tifoso nerazzurro? Nessuno. La verità è che l'Inter a Firenze ha giocato una partita bruttissima, ma dopo 10 minuti poteva andare sul 2-0 e la partita sarebbe stata totalmente diversa. Così come in Inter-Atalanta i punti potevano essere tre e non uno.

Ma a quanto pare il silenzio stampa è la strada tracciata da una dirigenza e da una società che non hanno imparato gli errori del passato. In caso di dramma sportivo, anche loro saranno responsabili e chiamati a fornire spiegazioni. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 23 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Raffaele Caruso
Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.