Se chiedi a Enzo Iacchetti qual è lo scudetto del cuore, lui non ha nessun dubbio: "Nessuno potrà dare la stessa gioia di uno vinto in casa del Milan, quindi dico il 20esimo. Non è questione di rivalità, visto che ho più amici milanisti che interisti, ma di coincidenza storica", ammette il conduttore di fede nerazzurra ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. 

Questo tricolore, invece, cosa le lascia? 
"Partiamo da una premessa: l’Inter da un po’ è la squadra più forte d’Italia. Lo era anche quando perdeva male con il Psg o buttava via lo scudetto con il Napoli. È bastato trovare un allenatore capace di rianimare i giocatori e tutto è stato rimesso a posto: Chivu ha fatto un grande lavoro, ha portato a casa un campionato di ferro. Non si può neanche dire che le altre lo abbiano perso: le altre non ci sono mai state".

Visto che è circondato da juventini e milanisti, come vivono la sua gioia del momento? 
"Un fratello bianconero ammette la superiorità dell’Inter, l’altro meno... Poi c’è il signor Ezio Greggio, che ha sofferto tanto e continua a soffrire. Non vede l’ora di tornare baldanzoso, ma non è tempo per lui. E non è tempo per Franz, milanista di Ale e Franz e grande amico, piuttosto sportivo. A me piace così, voglio ridere del calcio e rimpiango l’ironia e l’umanità dei campioni di una volta che non ci sono più".

Si riferisce a qualcuno in particolare? 
"Penso al grande Evaristo Beccalossi, con cui potevi bere una birra tranquillamente in un locale anche quando giocava. Ed è giusto dedicarglielo: Becca, questo scudetto è per te".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 17 maggio 2026 alle 09:30
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.