"Tanto, alla fine del campionato, torti e favori si bilanciano". Una castroneria ascoltata per anni, difesa imbarazzante di chi veniva accusato di avere "favori" arbitrali. Una frase tipica tra metà anni '90 e inizio 2000, diventata presto leggenda metropolitana e consuetudine del vocabolario pallonaro italiano. Tanto popolare quanto falsa. Eppure ieri questo concetto è stato rilanciato non da un tifoso qualsiasi o da un dirigente poco aggiornato di terza categoria. No. A proferirla, peraltro dalla parte della vittima, è stato Beppe Marotta, presidente dell'Inter.

Nessuna mano calcata sui fatti arbitrali che, sopratutto nelle ultime partite, hanno condizionato le vicende di Sommer e compagni. Nessuna accusa, nessuna protesta, nessun puntino sulle i. Niente. Solo frasi di circostanza, in una sorta di remake del "bisogna accettare tutto" di un anno fa. Marotta ha parlato da politico navigato, non da presidente di un club sotto attacco sia a livello mediatico che arbitrale. Ricci, Scalvini e Pongracic: tre rigori solari non visti in campo e non visti al VAR. Punti pesantissimi volati via da Appiano proprio nel momento di maggior necessità, tra calo fisiologico e fase calda del campionato.

Lo scudetto sfumato dello scorso anno è ancora lì a generare fantasmi, eppure Marotta pare aver imboccato ancora una volta la strada del mutismo. Peccato. Il popolo nerazzurro ha bisogno di essere rappresentato e guidato. C'è urgenza di una comunicazione puntuale ed efficace a 360 gradi: esiste una strada corretta per esplicitare la propria posizione, non per forza bisogna imitare gli strilloni maleducati e sguaiati di altri club. Si può parlare in maniera elegante, ma puntuta. Lo si deve a milioni di tifosi. Il Triplete, 16 anni fa, arrivò anche grazie a questo dettaglio, che nel 2026 dettaglio non è.

Caro Marotta, sei il presidente dell'Inter. Difendere l'Inter è un onore e un dovere. Marotta di' qualcosa da interista!

Sezione: Editoriale / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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