"Un pronostico per Juventus-Milan di questa sera? Spero perdano entrambe" è solo una delle tante celebri frasi di Peppino Prisco, lo stesso che parlando di Milan-Juventus con nonchalance rispondeva "non so, non mi interesso di squadre minori". Frase che pronunciata oggi potrebbe suonare stridente non poco considerate le due squadre in questione: campione d'Italia uscente, scalzata da un predominio lungo nove anni, la prima e la 'potenziale' campione d'Italia, almeno fino a Inter-Lazio, la seconda. Ronaldo da un lato, Ibrahimovic dall'altro... Squadre minori a chi? A Juventus e Milan - ribadirebbe di sicuro il buon Peppino che oggi dall'alto starà quasi sicuramente ridendo, incarnando in qualche modo il mood di ogni interista del pianeta in questo momento storico. Goliardia a parte, torniamo alla cronaca e tant'è: la Juventus ospita il Milan e il Milan asfalta la Juventus che per matematica conseguenza sprofonda e non solo psicologicamente. Sei sconfitte stagionali, 69 punti e un quinto posto che al momento vale l'Europa... League. "Rimangono tre gare, quindi altri nove punti, sicuramente non si chiuderà stasera in un senso o nell'altro" aveva avvisato Fabio Paratici prima del fischio d'inizio della gara dell'Allianz Stadium di ieri sera, quasi una sortita preventiva ma "la partita ha un valore di classifica molto importante" come aveva comunque sottolineato, una sottolineatura che al triplice fischio pesa il doppio di quando è stata pronunciata.
"Avendo fatto un percorso come il nostro trovarci in queste condizioni non è quello che speravamo ma ora ci siamo e giochiamo" diceva invece Paolo Maldini, subentrato al collega bianconero a Sky. Ma i punti acquistati dal Milan all'Allianz Stadium sono tre, esattamente come i gol rifilati alla Vecchia Signora, un bottino che ha fatto sobbalzare in classifica la squadra di Pioli, ora appaiata al terzo posto a pari punti dell'Atalanta, sopra per scontro diretto in attesa del match di ritorno in programma per l'ultima giornata. Settantadue i punti dell'altra squadra di Milano - e non la Primavera di Armando Madonna, con buona pace di Peppino -, che con la vittoria sulla Juventus resta in piena corsa per l'Europa dei grandi. Scenari inaspettati quanto impronosticabili a inizio stagione, quando la candidata numero uno per lo scudetto continuava ad essere la Juventus. Ma ad una partenza ingolfata è succeduta una stagione ancora più congestionata, e se la squadra di Pioli è stata per buona parte della stagione l'enfant prodige che non t'aspetti, quella di Pirlo si è imposta come l'esatto opposto dei rossoneri. Vincere non è importante, ma l'unica cosa che conta... Ma a contare adesso è Pirlo: i punti che lo separano dalla zona Champions, sempre più a rischio, e i minuti che potrebbero restargli in panchina, specie in caso di non qualificazione.
Il Milan festeggia, la Juve riflette. La prima confida sempre più nell'entusiasmo che durante l'anno ha trainato e trascinato il gruppo di 'sprovveduti' che per qualche tempo si è trovato persino a sognare lo scudo, la seconda spera in un passo falso altrui più che confidare in se stessi. E mentre negli spogliatoi dell'Allianz c'è chi fa calcoli fino alla fine, l'Inter resta seduta a guardare...
Strano ma vero, l'Inter non ha nulla a cui pensare. Sebbene infatti la squadra di Antonio Conte abbia in calendario ancora tre partite da giocare, tra cui la partita di ritorno contro i bianconeri, il peso del match assume i caratteri di un macigno solo per i padroni di casa che in caso di un eventuale ko potrebbero definitivamente salutare ogni sogno Champions, e con il sogno Champions anche qualche stellina della rosa. Ma "la speranza per il futuro di Peppino" è già stata scritta e Peppino, come ogni interista, "è campione d'Italia" e quello che conta oggi è star seduti a non far calcoli e per citare un altro grande interista (che tra qualche mese tornerà in Italia), il Milan asfalta la Juve ma questo "non è un problema mio".
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