"Cosa sta cucinando il Demóne?" è una delle frasi di moda sul web per descrivere, tra la curiosità e lo stupore, il lavoro di Simone Inzaghi. Demóne e non Dèmone, attenzione: l'accento va piazzato correttamente. Ed esiste già un'ampia narrativa sull'origine del nickname per il tecnico nerazzurro, con ogni probabilità risalente al tono di voce estremamente lugubre a fine gara negli anni passati, quando era solito andare davanti alle tv con le corde vocali messe a dura prova dai novanta minuti. 

Demóne fa rima con Simone. E oggi Simone fa rima con campione. Inzaghi è diventato un campione tra gli allenatori, con i risultati che parlano chiaramente a suo favore: primo in campionato e ottavi di Champions League raggiunti addirittura con due turni di anticipo. Peraltro, già silenziati i tristoni che si lagnavano per il secondo posto nel girone: il sorteggio di Nyon ha riservato l'amarcord con il Cholo Simeone, mentre alla Real Sociedad è toccato il colosso PSG. 

E allora cosa sta cucinando Demóne Simone? Sta preparando una stagione succulenta, finora ai limiti della perfezione. Solo una Juve rocciosa e cinica riesce parzialmente a tenere il passo dei nerazzurri in campionato, perché per il resto è vuoto cosmico alle spalle di Lautaro e soci: il Milan è a meno 9 (altro che la differenza è "solo il derby"...) e il Napoli campione d'Italia addirittura a meno 14. E in Europa? Beh, il presentimento del tecnico nerazzurro era quello di tornare a incrociare subito il Manchester City, invece è arrivato l'Atletico Madrid. Però magari è solo un "arrivederci" a Pep Guardiola, magari in quel di Wembley.

I nerazzurri non si pongono limiti. La cucina del Demóne è più che mai attiva...

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Sezione: Editoriale / Data: Mar 19 dicembre 2023 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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