Silenzio prima, comprensione poi. L’Inter ha scelto questo tipo di comportamento per dribblare le polemiche arbitrali e gli episodi a sfavore piovuti senza sosta nelle ultime tre giornate di Serie A. Chiariamo: i pesanti punti lasciati per strada contro Milan, Atalanta e Fiorentina sono anche (e soprattutto) frutto del calo fisico e mentale dei nerazzurri, che dal post derby hanno visto diminuire il vantaggio sui rossoneri da 7 a 6 lunghezze e il Napoli riaffacciarsi a -7. C’e però anche da dire che il bottino poteva essere più gonfio di punti se il fischietto e il monitor del VAR fossero stati utilizzati come di dovere. E no, non si tratta di stupidi meme da social come “finiti gli aiutini!1!1!! ihihihihi Marotta League”, ma di episodi chiari - ‘codificati’, per dirla come qualcuno di più tecnico - che se fossero successi ad altre squadre avrebbero causato guerre civili e campagne elettorali in pieno stile referendum, ma a tema complotto.

Il tocco di braccio di Ricci (che si allarga e va verso il pallone, non si ritrae) con il Milan, il calcione di Scalvini a Frattesi (confermato dai vertici AIA) con l’Atalanta e il braccio di Pongracic (che non è aderente al corpo) con la Fiorentina sono tre episodi che in questa stagione sono sempre stati puniti con il penalty, ma non in questi casi. Punto. Lo dice il regolamento, lo dicono i precedenti che fanno da giurisprudenza. E nel caso di Firenze non presi può rigirare la frittata parlando di “movimento congruo”, “palla inattesa” o “distanza ravvicinata” (perché il cross di Dumfries arrivava da 35 metri) dopo quello che si è visto fischiare per tutta la stagione. Nel dubbio... neanche un replay durante la partita e silenzio generale fino alle classiche supercazzole (si può dire?) targate 'Open VAR', che ad ogni puntata cambia interpretazione degli episodi e metro di giudizio.

Durante Juventus-Sassuolo, appena 24 ore prima, veniva concesso un calcio di rigore per il tocco di braccio di Idzes dopo il colpo di testa di Vlahovic: l’arbitro Marchetti all’Allianz Stadium prende la decisione dopo il richiamo al VAR di Abisso. Lo stesso Abisso che era al VAR al derby, ma in quel caso forse dormiva già. VAR nel mondo dei sogni anche al Franchi, dove in richiamo doveva essere di Maresca che è - udite udite - uno dei due arbitri di Serie A (l’altro è Guida) che hanno chiesto esplicitamente di non arbitrare il Napoli "per restare tranquilli", ma intanto continuano a girare indisturbati tra campi e sale VAR a prendere decisioni sulle squadre rivali degli azzurri. Teatro dell’assurdo.

In tutto questo l’Inter tace, col silenzio stampa post Atalanta di tesserati e dirigenza, e acconsente, con le parole di Beppe Marotta in Lega (“niente alibi”, “gli errori si compensano”). Ripetiamo: l’Inter tace e acconsente tutto questo scempio. Anche quando ci sarebbe bisogno di farsi sentire. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.