Sinceramente non ricordo a memoria un’Inter così decimata. Con più di mezza squadra titolare fuori. Qualcosa di simile era successo con Andrea Stramaccioni in panchina, ma quando forse i sogni di gloria si erano ormai infranti da tempo. 

Adesso però, analizzando a mente fredda la situazione della Beneamata, credo sia oggettivo sostenere che attualmente si debba fare di necessità virtù. Tra acciaccati, infortunati e squalificati è chiaro che contro il Genoa scenderà in campo una formazione forzata e sperimentale.

E quella che sulla carta potrebbe essere una sfida piuttosto semplice, in realtà è una trappola pericolosissima. I nerazzurri hanno comunque le possibilità di sconfiggere i propri avversari, sia chiaro. Anzi, sono piuttosto curioso di vedere Sebastiano Esposito dal primo minuto. Qualora Conte decidesse di schierarlo, sono abbastanza sicuro che lo scugnizzo campano potrebbe regalarsi - e regalare - un Natale indimenticabile. Da quel che ho visto, e mi pare di aver capito, il numero 30 ha potenzialità mondiali. Che non si monti la testa, non gli si chieda la luna, e tutti potrebbero davvero togliersi qualche soddisfazione. 

Sono del partito che la carta d’identità conti poco o nulla. O meglio: se sei giovane si deve puntare sulla freschezza e sulla voglia di arrivare. Se sei più maturo, avrai altre qualità e maggiore esperienza. Ma il giudice supremo è sempre il campo.

Per questo non sono nemmeno spaventato minimamente dalla possibilità che venga schierato anche Agoume e che giochino titolari due 17 enni. Ma quel che più conta è vedere sul verde una squadra con la fame di vittoria. Un gruppo che nonostante le difficoltà fa quadrato e riesce a superare le vicissitudini.

Poi ci sarà la sosta. Benedetta per il recupero di tanti giocatori. Si può dire quello che si vuole. Ma la base delle vittorie – e consequenzialmente delle sconfitte – è piuttosto basilare. Se hai un gruppo di top players puoi esultare e trionfare, altrimenti dovrai accontentarti di battere le mani a chi è più bravo di te.

Anche se non sempre il più forte vince, immagino che esserlo aiuti. O no? Stesso discorso sulla possibilità di migliorare. La seconda parte della stagione nerazzurra potrebbe essere storica. O lasciare l’amaro in bocca. Il punto è questo: la bravura, non l’età degli atleti.
Mi sembra in ogni caso che i ragazzi siano stati bravi e meritino qualche dono. Se dovessero arrivare a Milano a gennaio due - ma anche tre - giocatori di livello, la rosa meneghina si allargherebbe e tutta la squadra potrebbe beneficiarne. E ci sarebbero perciò più possibilità di ottenere grandi risultati in Italia e di vincere l’Europa League.   

Insomma, dipende da… Babbo Natale!

Sezione: Editoriale / Data: Ven 20 dicembre 2019 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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