"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". Citazione memorabile del grande John Beluschi nell'indimenticabile film 'Animal House'. Alla vigilia di Slavia-Inter, nel ventre dell'Eden Arena di Praga, Antonio Conte ha usato altre frasi, ha detto che la squadra non doveva piangersi addosso causa le assenze, ma il concetto era lo stesso. E l'Inter, la sua Inter, lo ha recepito appieno, andando a prendersi quello che voleva, ossia la vittoria contro lo Slavia che solo i denigratori di professione considerano un avversario non attendibile per ufficializzare definitivamente quanto questa Inter sia forte. Lasciamoli parlare, anzi sparlare.

L'Inter, sotto la guida tecnica di questo straordinario allenatore, supportata da una società e una proprietà che è tornata finalmente ad avere obiettivi ben precisi, lavorando seriamente nel quotidiano per centrarli, è pronta per essere considerata una squadra vera, credibile, compatta e, speriamo, vincente. I risultati conseguiti a fine stagione saranno giustamente determinanti per i giudizi definitivi, tutti dovranno ancora lavorare duramente per migliorare, ma è indubbio che ora il tifoso nerazzurro vada allo stadio o si metta di fronte alla Tv convinto di assistere a qualcosa che darà soddisfazione in termini di impegno, dedizione, senso di appartenenza.

Conte è una scarica continua di adrenalina, strilla contro la dirigenza dopo Dortmud perché vede la coperta corta, avvisa i naviganti, ma poi esalta quelli a disposizione alla vigilia di una partita che andava solo vinta per poter dare un senso forte alla sfida con il Barcellona del prossimo 10 dicembre. A volte può far discutere la forma di alcune sue esternazioni, ma la sostanza è quella che conta e il tecnico anche questa volta è riuscito ad andare a dama.

A Praga ha vinto il tanto decantato gruppo. Segni il gol del 2-0 ammazza partita e dopo una ventina di secondi il Var ti stoppa l'esultanza annullandoti la rete, per assegnare all'avversario un rigore che forse c'era, forse no, ma che mette la gara in parità. L'Eden Arena diventa una bolgia, lo Slavia sente l'odore del sangue e inizia a metterti alle corde, ma l'Inter attuale schiva i cazzotti e nel giro di pochi minuti torna prepotentemente al centro del ring, piazzando poi il ko letale nel secondo tempo. Roba da duri, roba da gente che ci crede e soprattutto che non cerca gli alibi dei perdenti.

Naturalmente, nel calcio sono poi gli interpreti a fare la differenza, ad esaltare lo spartito. Mercoledì hanno illuminato la scena Romelu Lukaku e Lautaro Martinez. La Coppia. Giocano, si sbattono, corrono, si cercano, segnano. E si abbracciano senza invidie. Troppa enfasi? No, tutto vero. Lo dice il campo. L'Intesa tra i due non è nata spontanea. Chi non si perde una sola partita della Beneamata ricorderà come a inizio stagione Lukaku e Lautaro viaggiassero su binari separati, il dialogo latitava. Ma poi c'è l'ambientamento, il lavoro settimanale alla Pinetina, un signore che ti strizza il cervello per farti capire quale sia il bene comune. E raggiungerlo è un dovere, visto anche il lauto bonifico che arriva ai calciatori a fine mese. Adesso assistiamo alla giusta celebrazione del “Lu-La Park”, la coppia sembra ideale per caratteristiche che si integrano alla perfezione, buona carta da giocare in campionato e speriamo, anche in Europa dove manca l'ultimo sforzo. Non sarà per nulla facile, ma per questo ancora più stimolante.

Intanto si partirà dall'1-0 contro il Barcellona: gol del “Meazza”. Poi si vedrà. Ma Messi è lontano. Domani, finalmente alle 15, si gioca a Milano la classica partita trappola. La Spal, penultima con nove punti all'attivo. fuori casa ha perso cinque volte pareggiando solo due settimane fa ad Udine, ma proprio al Friuli ha dimostrato di essere sulla via del miglioramento, sfiorando addirittura la vittoria in pieno recupero, sfumata per l'errore dal dischetto di Petagna. Insomma, la classica gara da affrontare con la massima concentrazione, nonostante possa essere giustificabile una certa stanchezza fisica e mentale dopo lo sforzo effettuato a Praga.

Conte questo lo sa e ha iniziato a torchiare i suoi subito dopo la gara di Champions. Non può permettersi passi falsi l'Inter, anche in virtù della prevedibile vittoria della Juventus che ospiterà il Sassuolo all'ora di pranzo. Purtroppo il mister nerazzurro non avrà a disposizione forze fresche, Sensi è ancora al palo e Barella si è appena operato. Ma come si diceva all'inizio, quando il gioco si fa duro...

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Sezione: Editoriale / Data: Sab 30 novembre 2019 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
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