L'Inter esce dalla Tim Cup perdendo al 'Meazza' contro la Lazio, una sconfitta inattesa che interrompe la striscia di 9 vittorie consecutive a pochi giorni dalla partitissima contro la Juventus. Intanto, in questo nuovo appuntamento con 'Da Zero a Dieci', riviviamo attraverso i numeri la sfida di martedì sera.
ZERO - Come le conclusioni respinte dal portiere della Lazio Federico Marchetti, rispetto alle 3 del dirimpettaio Samir Handanovic. Una conferma del fatto che a livello di pericolosità i nerazzurri, pur mantenendo a lungo il pallino del gioco, non siano stati così brillanti. Serata alquanto tranquilla per il portiere biancoceleste.
UNO - Come l'unica rete di Marcelo Brozovic in Tim Cup, rispetto alle 3 messe insieme nella sscorsa edizione, 2 delle quali contro la Juventus. Il croato non si è espresso al suo solito livello, sbagliando molti passaggi soprattutto in uscita dalla propria metà campo e aprendo il fianco alle ripartenze laziali. Inutile la palombella di testa con cui ha riacceso nel finale le speranze dei tifosi dell'Inter.
DUE - Come i cartellini gialli rimediati da Danilo D'Ambrosio nelle ultime due partite disputate dal terzino di Caivano, ormai un punto di riferimento per Stefano Pioli. Tra l'altro, in quanto diffidato, se anche l'Inter avesse superato il turno DD avrebbe dovuto saltare la partita di andata della semifinale di Tim Cup.
TRE - La difesa della Lazio si è ben comportata, erigendo un muro che impedisse all'Inter di sfruttare le proprie qualità offensive e di penetrare negli ultimi 16 metri. Una solidità che ha ridotto ad appena 3 il numero di tiri nello specchio della porta dei nerazzurri, gol di Marcelo Brozovic compreso.
QUATTRO - Al di là dei luoghi comuni e dei falsi moralismi, è chiaro come sin dall'inizio la Lazio abbia optato per una strategia speculativa che mirasse a perdere più tempo possibile, ancora di più dopo il vantaggio di Felipe Anderson al 20'. Nulla di male, l'avversario invitava alla massima prudenza e badare al sodo era l'input di Simone Inzaghi ai suoi. Sorprende piuttosto come l'arbitro Marco Guida, tutt'altro che irreprensibile in alcune decisioni, abbia accordato appena 4 minuti di recupero nel secondo tempo (con fischio finale a 3' e 52''!), con i nerazzurri sbilanciati nel disperato tentativo di recuperare lo svantaggio. Sei sostituzioni, due espulsioni e perdite di tempo continue avrebbero consigliato un recupero nettamente più corposo.
CINQUE - Serata storta come mai gli era capitato per Joao Miranda, l'anello debole del reparto difensivo (quando di solito è il punto di riferimento per tutti). Tra palloni persi e regalati agli avversari e interventi goffi, il brasiliano ha anche perso 5 duelli nell'uno contro uno, pur essendo un portento in questa specialità.
SEI - Nonostante con Patric, Parolo e a volte Felipe Anderson il tecnico della Lazio Simone Inzaghi abbia chiuso quasi ogni varco sulla sua fascia, Ivan Perisic è comunque riuscito a rendersi pericoloso in fase offensiva, soprattutto quando l'Inter è rimasta in dieci. I suoi spunti hanno ravvivato l'attacco nerazzurro (compresa la sponda per il gol di Brozovic), ma il croato è stato prezioso anche in fase difensiva, dove il collega di corsia Cristian Ansaldi ha sofferto le iniziative di Felipe Anderson: i 6 recupero totalizzati lo testimoniano.
SETTE - Prestazione importante per Felipe Anderson, che oltre al gol che ha sparigliato le carte, pur avendo sprecato almeno altre due occasioni d'oro, è stato un fattore per la Lazio. Il brasiliano, oltre a mettere in difficoltà Ansaldi sulla fascia di competenza, ha dato una grossa mano in fase di ripiegamento e di pressing. Per lui lo score dei palloni recuperati recita 7, non male per un giocatore non certo emblema dello spirito di sacrificio.
OTTO - Inter imprecisa ieri sera al 'Meazza', se è vero che pur concludendo ben 8 volte da dentro l'area alla fine i tiri nello specchio siano stati appena 3. Non bene anche l'atteggiamento difensivo: troppi i tiri negli ultimi 20 metri concessi alla Lazio, a conferma che dal punto di vista difensivo qualcosa non ha funzionato.
NOVE - Come le partite consecutive vinte dall'Inter tra campionato, Europa League e Tim Cup. Proprio in quest'ultima competizione è arrivata la sconfitta che oltre a eliminare i nerazzurri interrompe la splendida striscia di successi. Poco male, c'è subito l'occasione per riscattarsi: lo Stadium non deve essere una preoccupazione, ma una grande opportunità.
DIECI - Non brilla per approccio, atteggiamento tattico ma neanche per fortuna l'Inter di martedì sera contro la Lazio in Tim Cup. In avvio Geoffrey Kondogbia, dopo un pallone recuperato grazie al pressing collettivo, ha il pallone del possibile vantaggio sul piede meno educato, quello destro, ma colpisce bene e con la giusta forza da far gridare al gol. Invece la sfera scheggia il palo esterno e va a fondo campo, strozzando nella gola dei tifosi l'urlo di gioia. Si tratta del decimo legno colpito in questa stagione dall'Inter.
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