Altro giro e altra vittoria per l’Inter in quel di Verona in una gara che serviva per tenere il passo - folle - delle prime di questa Serie A con 4 squadre in 3 punti, potenzialmente 5 in quattro punti qualora la Roma dovesse vincere il recupero con la Sampdoria. Andiamo a ripercorrere quello che è stato l’incontro di questo monda night contro l’Hellas in questo episodio di “Da Zero a Dieci”.
ZERO - I tiri nello specchio della porta da parte del Verona dopo il momentaneo pareggio su rigore di Pazzini. Il forcing gialloblù, il tanto esaltato furore scaligero, la difficoltà dell’Inter e la sua fortuna si sono espresse con ben 0 tiri in porta dopo il pareggio.
UNO - Quella di Verona è stata la prima volta in questa Serie A in cui Icardi non ha toccato nemmeno un pallone nell’area di rigore avversaria, ma questo è un dato da leggere in maniera positivissima. Spesso si è criticato Icardi per la sua estraneità al gioco, per il suo farsi annichilire da difensori di rango decisamente inferiore a lui, ma ieri sera, sebbene non abbia toccato un pallone negli ultimi 16 metri, è stato autore di una partita concettualmente corretta e che è stata di aiuto a tutta la squadra. Si può argomentare come ancora si possa fare meglio, ma rispetto a gare con più tocchi come quella contro il Sassuolo della passata stagione, quella di Verona è stato un passo in avanti sensibile e per il quale congratularsi con l’argentino.
DUE - I gol di Perisic segnati in trasferta, entrambi per portare l’Inter a quota due marcature e per chiudere le partite: prima a Crotone, ora a Verona. Il croato non è stato fra i migliori ultimamente eppure contro la squadra di Pecchia ha trovato la via del gol nel momento più importante per la squadra dando una dimostrazione di carattere impressionante.
TRE - I possessi persi da Milan Skriniar nel corso dei 90 minuti disputati a Verona. L’ex Sampdoria è stato autore di un’altra prestazione maiuscola in cui è risultato essere nuovamente importante ai fini della tenuta della difesa nerazzurra. Altra partita ampiamente sufficiente per il difensore arrivato fra il malcontento generale durante l’ultima campagna acquisti.
QUATTRO - L’Inter ha segnato almeno due gol in quattro delle ultime cinque partite di campionato - tranne il match di Napoli - : il potenziale offensivo dei nerazzurri non è in discussione, in un modo o nell’altro riesce sempre a trovare la via del gol e questo non può che essere un buon segnale per la squadra di Spalletti.
CINQUE - Le partite in cui Luciano Spalletti ha schierato lo stesso 11 iniziale nel corso di questa stagione, nessun altro allenatore in Serie A ha usato più volte gli stessi titolari. Il tecnico di Certaldo ha estrema fiducia nei suoi undici e cambiarlo radicalmente sposterebbe troppo gli equilibri in un periodo in cui la squadra sta girando al meglio.
SEI - Le volte in stagione in cui l’Inter è andata in vantaggio all’intervallo e in tutte le occasioni alla fine sono arrivati i tre punti. Evidentemente oltre alla fortuna c’è anche una capacità mentale di saper gestire i risultati superiori a quello che passa per l’opinione pubblica.
SETTE - Le reti segnate dall’Inter nei secondi 45 minuti delle gare in trasferta. Delle dieci reti segnate lontano da San Siro, i nerazzurri hanno trovato la via del gol il 70% delle volte nei secondi 45 minuti: questo dato spiega come mai l’Inter è cresciuta rispetto all’anno scorso a livello mentale, ancor prima che tecnico. Non ci si scoraggia più, ma si tenta fino all’ultimo di portare a casa le partite.
OTTO - I gol nerazzurri derivanti da cross, nessun altro in Serie A ha fatto meglio. Gli esterni dell’Inter, inclusi i terzini, stanno trovando la propria dimensione e questo non può che essere un beneficio per il gioco della squadra di Spalletti e il suo rendimento.
NOVE - I falli subiti dall’Inter nei secondi 45 minuti contro i 3 subiti nella prima frazione di gioco. I giocatori di Pecchia hanno provato ad aumentare il ritmo nel secondo tempo e per farlo hanno iniziato ad intervenire duramente nei confronti dei nerazzurri facendo capire che per venire a capo di queste gare l’Inter deve anche subire fisicamente gli avversari.
DIECI - I giocatori di movimento dell’Hellas posizionati mediamente dietro la propria metà campo nei primi 45 minuti di gioco. Tutta la squadra di Pecchia si è parcheggiata nei propri 50 metri aspettando l’Inter per ripartire in velocità, poche volte, pochissime volte. Probabilmente anche questo atteggiamento degli scaligeri è dovuto alla fortuna di Spalletti e della sua squadra: se non fossero stati fortunati nel affrontare un Verona schierato nella metà campo difensivo probabilmente il risultato sarebbe stato diverso.
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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