Altro giro, altro regalo quello che l’Inter fa ai propri tifosi. I nerazzurri conquistano la terza vittoria consecutiva, la seconda in trasferta, su di un campo complicato come il 'Castellani' dove, almeno dal punto di vista della prestazione, l'Inter nel recente passato non ha offerto nulla di cui vantarsi. Andiamo a ripercorrere quelli che sono stati i dati salienti del match di ieri sera in questo nuovo appuntamento con “Da Zero a Dieci”.
ZERO - Mai Mauro Icardi era andato a segno per quattro gare consecutive, ci è riuscito per la prima volta con la doppietta di Empoli. L’argentino prosegue nel suo momento magico grazie anche alle nuove disposizioni tattiche del tecnico olandese che lo hanno reso un giocatore fondamentale ai fini della manovra nerazzurra e non solo un realizzatore eccezionale.
UNO - Per la prima volta in stagione i nerazzurri non devono ricorrere nel tabellino gli avversari e sempre per la prima volta in stagione mantengono imbattuta la porta di Handanovic. Segnali di forza necessari dopo l’ottima prova di domenica pomeriggio contro la Juventus per dimostrare che quella prestazione non era solo un exploit, ma un qualcosa di più serio.
DUE - I dribbling effettuati in maniera positiva da Davide Santon contro la squadra di Martusciello. Da giocatore ceduto il terzino italiano si è ritagliato il proprio spazio da titolare in questa squadra risultando uno dei più coinvolti nella manovra insieme al compagno di reparto D’Ambrosio. I due terzini sono coloro i quali hanno toccato maggiormente il pallone al termine dei 90 minuti di gioco, sintomatico di come De Boer chieda loro molta partecipazione in fase di possesso per stanare gli avversari e concedere più chance agli esterni offensivi. Indicativo come il primo gol dell’Inter arrivi proprio da questo tipo di lavoro in sovrapposizione di D’Ambrosio che libera Candreva per il cross al bacio per Icardi.
TRE - I tiri nello specchio concessi all’Empoli da parte dell’Inter, di cui due al solo Dimarco e nessuno alle punte schierate ieri sera in campo dai toscani. La squadra ospite aggredisce molto alta, come testimoniano i tanti cartellini gialli rimediati, ma questo aspettto ha il beneficio di non far arrivare facilmente alla conclusione gli avversari, che si devono limitare a tiri dalla distanza su cui Handanovic può esaltarsi mostrando la sua bravura fra i pali.
QUATTRO - Le reti segnate di testa da Mauro Icardi in queste prime 5 partite. L’argentino era da tanto tempo che non era solito segnare in questo modo, invece quest’anno sembra essere il suo colpo migliore. La realtà è che sugli esterni c’è gente in grado di assisterlo nel modo migliore, gente arrivata in questa campagna acquisti e per cui in molti storcevano il naso.
CINQUE - Il numero di passaggi chiave partito dai piedi di Antonio Candreva. Il romano è l’esempio lampante del concetto sopra espresso, ma con la sua eccelsa qualità sta facendo ricredere tutti coloro i quali pensavano che quelli investiti per lui fossero soldi buttati. L’ex capitano della Lazio ha già confezionato il secondo assist stagionale per Icardi e il tandem con D’Ambrosio sull’out di destra sta migliorando a vista d’occhio.
SEI - Joao Mario. Lo porta sulla maglietta questo numero e su di lui sono state dette tantissime cose sin da prima del suo arrivo. Ieri sera mancava Ever Banega, ma non se ne è accorto nessuno perché il portoghese ha fatto quello che di solito fa l’argentino accentrando su di sé i palloni da smistare in fase offensiva e confezionando l’assist per il 2-0 finale dopo aver recuperato in prima persona il pallone. Non male per chi era considerato un 'pacco' costato 45 milioni, un favore fatto a Kia Joorabchian, un doppione di uomini già presenti in rosa, un investimento che sarebbe stato meglio dirottare su altri calciatori. Se ci fosse una gara di sentenze sproloquiate i tifosi italiani vincerebbero l’oro alle Olimpiadi.
SETTE - I minuti trascorsi fra il primo e il secondo gol dei nerazzurri. Un uno-due degno di Mike Tyson dei bei tempi, uno di quelli che ti manda al tappeto e non ti fa rialzare più. Difatti è stato così, l’Empoli aveva abbozzato una reazione, ma la seconda firma di Icardi ha annichilito le velleità toscane rendendo il secondo tempo una passerella, un allenamento di buona intensità per gli uomini di De Boer.
OTTO - Il minimo stagionale di chance create dall’Inter in questa stagione è l’otto di Verona della prima giornata. Da allora sempre sopra la doppia cifra, una media che sfiora le 13 occasioni in 5 partite. Il lavoro si vede, la mano del tecnico olandese inizia a tenere in modo saldo le redini di questa formazione. Domenica contro il Bologna ci sarà un nuovo test per verificare l’ulteriore crescita di questa squadra prima del secondo incontro di Europa League in cui occorrerà dare una risposta alle tantissime critiche arrivate dopo il ko contro l’Hapoel Be’er Sheva.
NOVE - I punti percentuali di possesso palla in più dell’Inter alla fine del primo tempo rispetto all’Empoli. La gara poi si concluderà con i toscani in vantaggio in questo computo statistico per 53-47, ma la gara nella ripresa ha avuto un copione più rilassante. Quando serviva accelerare e fare la differenza l’Inter lo ha fatto dimostrando anche una buona qualità di possesso palla, nel secondo tempo ci si è limitati a contenere l’Empoli il cui 60% di possesso palla è risultato essere praticamente sterile.
DIECI - I punti dopo 5 giornate dell’Inter di Frank de Boer, uno “messo lì per caso”, uno che "non ha conoscenza di questa realtà". Praticamente l'olandese è il primo allenatore subentrato di questa stagione, battendo anche De Zerbi e Zamparini in questa particolare classifica e nonostante i noti problemi i nerazzurri sono a soli due punti dalla vetta, un punto dal secondo posto e nel gruppone delle terze con discreto margine su avversarie dirette come la Fiorentina. L’ultima volta che un allenatore subentrò sulla panchina dell’Inter conquistò 5 punti in 5 partite. Qui si viaggia al doppio della velocità.
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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