L'Inter torna alla vittoria battendo in casa il Palermo, per 1-0. Decisivo l'autogol di Santiago Garcia su cross di Ranocchia per ritrovare i tre punti. Analizziamo la gara... da Zero a Dieci.

ZERO sono i gol di Diego Milito nell'ultimo mese. Un piccolo tunnel arrivato dopo la notte magica di Torino, può capitare perché coinciso col calo di tutta la squadra. Ma attenzione: non si parli di crisi, anche perché con il Palermo il Principe gioca al 40% della forma e dà ancora l'anima. Nelle gare precedenti, molto lavoro sporco e pochi palloni al suo indirizzo dagli esterni. Si può fare di più, lo farà di sicuro.

UNO a chi ha iniziato a rumoreggiare contro Gargano. Naturalmente, non dalla Curva ma dai settori nobili. Era stato il turno di Guarin nei mesi scorsi, poi la riscossa del colombiano era stata di quelle serie. Col Palermo, in troppi borbottano agli errori in appoggio dell'uruguaiano. Non lo merita, non è giusto. Fa più volte anche il terzino destro in ripiegamento, aiuta la squadra, prova a costruire il gioco. Quest'ultima, cosa che mai ha fatto e non dovrebbe competergli. Di conseguenza, può capitare che sbagli. Quando lo vedono pressare alto all'87esimo correndo come un forsennato, però, i borbottii spariscono. Magìa.

DUE cambi a sorpresa. Per cambiare la partita, Stramaccioni toglie Zanetti e Milito (non al meglio il Principe), lancia Guarin e Nagatomo. L'effetto è quello giusto: l'Inter torna a essere frizzante. E nonostante una punta in meno, sfonda e diventa pericolosa. Ci penserà Garcia a risolvere tutto, ma i cambi sono la chiave vincente.

TRE di stima a Gian Piero Gasperini. Come se non fosse bastato il passato, si prende la scena anche presente e fa il solito, vecchio Profeta pure a San Siro: la mentalità dell'Inter è sbagliata, Sneijder era un caso da anni, Moratti si è comportato male, la difesa a tre era stata bocciata, l'idea del club di non pensare alla totalità ma ai singoli era quella fondante. E così, ancora. Parla come se avesse fatto il Triplete lui e l'avessero cacciato, gli ricordiamo Novara e l'incredibile nullità della sua squadra. Se aveva capito tutto lui, perché non lo ha dimostrato? Ci faccia il piacere...

QUATTRO sono i punti che distanziano l'Inter dalla Juventus. Guardare ancora in alto è uno stimolo, non un obbligo. E adesso arriva il Napoli a San Siro, appuntamento importantissimo per riprendersi il posto da prima inseguitrice della lepre bianconera. Non è mai troppo tardi.

CINQUE a Rodrigo Palacio. Normale calo psicologico e fisico per il Trenza, che le sta giocando tutte senza un minimo di respiro. Dopo Parma, un'altra prestazione non delle sue. Non c'é da preoccuparsi, tornerà presto. Con più fiato e più gamba. E naturalmente, i suoi gol.

SEI pieno, meritato, per Alvaro Pereira. Lo evocavamo nei giorni scorsi, Stramaccioni - che stupido non è - lo manda in campo al posto dello spento Nagatomo visto nelle ultime uscite. Il Palito annulla la fascia destra del Palermo e fa il suo ottimo, sporco lavoro tra corss, sostanza e appoggi. Partita non facile per un esterno perché chiusa, lui piace e convince. Adesso, continuità.

SETTE gol subiti in un mese. Da Juventus-Inter a Inter-Palermo, tante reti incassate nella fascia negativa della squadra. Ma contro i rosanero di Gasperini, torna il sereno e lo zero alla voce dei gol presi. Handanovic potrebbe portarsi una sedia, la difesa regge ed è ben protetta. La strada è giusta.

OTTO al gesto tecnico di Santiago Garcia. Perché ci voleva un po' di fortuna per mandarsi alle spalle la febbre del momento difficile. Ci pensa questo ragazzotto che gioca sulla sinistra a inventarsi una scivolata senza senso su cross di Ranocchia (!) che trafigge Ujkani. Vorrebbe sparire, si limita a maledire sé stesso. E l'Inter ride.

NOVE ad Andrea Ranocchia. Sereno nei momenti più difficili, quando San Siro rumoreggia. Lui prende per mano la difesa insieme a Samuel e la fa diventare un muro invalicabile, ne approfitta spesso e volentieri per farsi vedere in avanti. Dal suo destro nasce il gol decisivo. Una garanzia per linearità e continuità di rendimento, la leadership che ha acquisito questo ragazzo ricorda quella di un capitano. Erede di Zanetti? Gianfelice Facchetti ha detto sì, Javier pure. Chissà. Se ripensiamo a quel che dicevano di lui un anno fa...

DIECI è il numero di maglia che potrebbe rimanere vuoto. Molto presto. Perché del caso Sneijder si sta parlando tanto, ancora una volta l'Inter ha fatto a meno di lui. Vincendo. Bisogna tirare avanti, nessuno è indispensabile. Specialmente se non accetta la linea del nuovo progetto. I giocatori passano, l'Inter resta. Wesley, tu che fai? Lo sapremo presto. Molto presto.

Sezione: Da Zero a Dieci / Data: Dom 02 dicembre 2012 alle 22:04
Autore: Fabrizio Romano / Twitter: @FabRomano21
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