Uno degli scopritori di Nicolò Barella, e forse quello principale, è l'ex nerazzurro Gianfranco Matteoli, protagonista dello scudetto dei record di Trapattoni. Ecco le sue parole alla Gazzetta dello Sport.

Vede analogie, tra questa squadra e l’Inter dei record?
"Ogni periodo ha i suoi calciatori. Ma due punti di contatto si possono trovare. Il primo è nella figura dell’allenatore. Conte oggi, come Trapattoni con noi, è riuscito a creare un gruppo solido".

L’altro punto di contatto?
"Questa Inter è matura come lo era la mia. Oggi Lukaku e compagni sanno perfettamente come si gestiscono i momenti della partita. Sanno quando accelerare, gestire, stringere i denti. Capitava anche a noi: in un modo o nell’altro vincevamo, gli avversari non sapevano come prenderci".

Qual è stato il momento di svolta, per l’Inter di oggi e per voi?
"Per noi l’eliminazione dalla Coppa Italia: uscimmo subito, avevamo dei problemi, cambiammo marcia dopo quella delusione. L’Inter di oggi secondo me è nata l’anno scorso".

Trap le cambiò ruolo, oggi Conte l’ha fatto con Eriksen.
"Con me fu quasi un caso: accadde tutto in una partita del Mundialito, non c’era nessuno, da trequartista Trap mi mise in regia e non ho più cambiato. Con Eriksen era solo questione di tempo".

A proposito di personalità: Barella.
"L’ho visto giocare la prima volta a 7 anni. Lo mettevamo con i più grandi, con quelli della sua età non poteva starci: ci lasciava senza parole. Non mi stupisce per niente quanto sta facendo».

Può aprire un ciclo, questa Inter?
"In questo momento in Italia i nerazzurri sono largamente al di sopra di tutti. Ecco perché dico di sì: si può vincere a lungo".

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Sezione: Copertina / Data: Mer 07 aprile 2021 alle 08:49 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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