Notte da dentro fuori per l'Inter all'Estadio do Dragao, in palio il passaggio ai quarti di finale di Champions a 12 anni dall'ultima volta con Leonardo, e forse anche altro. Inzaghi schiera i suoi nel consueto 3-5-2: Skriniar recuperato va in panchina, così come Brozovic e Correa. Davanti a Onana la difesa è formata da Darmian, Acerbi e Bastoni. A centrocampo out l'infortunato Gosens, giocano Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco. In attacco Dzeko preferito a Lukaku al fianco di Lautaro Martinez (capitano). Il Porto di Conceiçao scende in campo nel suo 4-4-2 classico, anche se in rifinutura perde per infortunio l'ex madridista Pepe. In porta Diogo Costa e retroguardia completata da Pepê, Cardoso, Marcano e Zaidu. Fuori per squalifica Otavio, espulso all'andata, Eustaquio, Uribe, Grujic e Galeno compongono la linea dei centrocampisti. Davanti il tandem con Evanilson e Taremi.
Il Porto punta molto sulla spinta dei suoi terzini: Pepê, scelto a sorpresa sulla destra al posto di Conceiçao, è difatti un'ala prestata alla difesa, mentre sull'altro lato Zaidu punta a mettere in difficoltà Dumfries permettendo così a Galeno di accentrarsi e formare una sorta di tridente con Evanilson e Taremi. I padroni di casa fanno la partita, l'Inter si difende compatta e blocca ogni linea di passaggio. Il pericolo arriva quando Dumfries perde palla nell'uscita dal basso (altissima la pressione dei Dragoes), Eustaquio riceve palla sul limite e calcia, ma per fortuna il destro è poco potente e Onana può distendersi e bloccare senza problemi. La vera prima palla gol del match al 22' è dei nerazzurri che però non sfruttano il tre contro due in ripartenza: Barella si invola palla al piede con davanti Dzeko a sinistra e Lautaro a destra, i due difensori indietreggiano e il 23 sceglie l'opzione corta per il bosniaco, il cui mancino viene parato in corner da Diogo Costa. Il contropiede è lo spartito scelto dall'Inter, mentre il Porto ci prova anche con Taremi che scambia la posizione con Galeno e si sottrae ai radar della difesa di Inzaghi, poi una volta accentratosi dalla sinistra cerca ma non trova l'angolo lontano della porta difesa da Onana. Sull'altro fronte, a specchio Dzeko largo a destra può andare al cross mentre in area c'è Dumfries, ma il traversone pennellato diventa un passaggio per Diogo Costa. Al 40' altro errore in uscita di Mkhitaryan, il Porto arriva al tiro con Evanilson davanti a Onana, recupero provvidenziale di Dimarco che in tackle devia in corner. L'ultimo brivido del primo tempo sul cross teso e tagliato di Pepê, con Eustaquio che sbuca sul primo palo in stirata e per un soffio manca l'appuntamento con il pallone.
Stessi ventidue in campo nella ripresa, ma il Porto aumenta nettamente il volume dei suoi uomini in attacco. Galeno è ormai fisso nel tridente con Taremi ed Evanilson, mentre Eustaquio e Uribe muovendosi tra le linee formano il triangolo con Grujic, che rimane basso davanti ai due ultimi difensori. Barella prova ad approfittare di questa nuova disposizione offensiva dei Dragoes inserendosi con i tempi giusti dal vertice destro dell'area, Dumfries lo serve ma il tiro del 23 è deviato in corner. Al 70' primo doppio cambio per Inzaghi e per Sergio Conceiçao: dentro D'Ambrosio e Lukaku per Dimarco e Dzeko da una parte, i due attaccanti André Franco e Toni Martinez per Eustaquio ed Evanilson dall'altra. Al 74' problemi per Bastoni che lascia il posto in difesa a De Vrij: l'olandese si sistema al centro con Acerbi che passa a sinistra. Il Porto è schierato in una sorta di 4-2-4 che mira a sfruttare anche la spinta dei suoi terzini, Calhanoglu, come prima Barella, trova ancora il corridoio centrale sull'assist da sinistra di Lautaro, ma il mancino del turco finisce sopra la traversa. A 11' dal termine tocca a Skriniar e Brozovic (ultime due sostituzioni per Inzaghi) che rilevano Darmian e Barella, con il croato che riprende il suo posto in cabina di regia e Calhanoglu spostato sulla mezzala destra. I nerazzurri continuano a difendersi compatti con lo scudo dei tre mediani davanti alla retroguardia e gli esterni (Dumfries e D'Ambrosio) sempre attenti alle minacce dalle corsie, formando la linea a cinque di difesa quando i lusitani attaccano con tutti gli effettivi. All'85' Conceiçao gioca le due carte Wendell e Danny Namaso, fuori Zaidu e Uribe. Nei 7' di recupero succede di tutto: nei palloni in the box del Porto (l'Inter quasi non ne ha più), Dumfries salva sulla linea su Marcano, poi servono i guantoni di Onana a deviare il colpo di testa di Taremi (sponda aerea ancora di Marcano) sul palo, Pepê si fa espellere e Coinceçao viene ammonito. Altri 30'' extra sul cronometro e alla fine Marciniak dice che può bastare così. L'Inter vola ai quarti di Champions League grazie al gol di Lukaku all'andata. A Oporto la squadra di Inzaghi gioca una partita di grande attenzione, limitando al minimo i pericoli e puntando soprattutto a difendere il suo vantaggio senza il rischio di scoprirsi. I Dragoes di Sergio Conceiçao le provano tutte (65% di possesso palla e 19 tentativi a rete contro gli 11 dei nerazzurri), ma negli assalti finali, quando l'Inter è entrata già da tempo in riserva, devono fare i conti pure con i riflessi di un super Onana.
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DanieleAlfieri7
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