Certezze e forfait dell'ultimo minuto alla base delle scelte di Inzaghi nel recupero cruciale contro il Bologna. I nerazzurri vanno a caccia dei 3 punti che consentirebbero di superare il Milan, ma la squadra di Mihajlovic (sostituito in panchina da Tanjga) già nelle scorse settimane ha dimostrato di non voler concedere nulla. Nel 3-5-2 della Beneamata, out per un problema all'addome Handanovic, sostituito tra i pali da Radu. Difesa e centrocampo confermati con Skriniar, De Vrij e Dimarco nel pacchetto arretrato, Dumfries, Barella, Brozovic e Perisic sulla linea mediana. In attacco tandem tutto argentino con Correa al fianco di Lautaro. Modulo speculare per i felsinei, che in difesa recuperano Medel a cui è stata ridotta la squalifica. In avanti in coppia con l'altro ex dell'incontro Arnautovic gioca Barrow, fuori inizialmente Sansone.
Passano 3 minuti al Dall'Ara e l'Inter grazie al palleggio rapido a tutto campo schiaccia il Bologna, entrato sul terreno di gioco con un atteggiamento fin troppo passivo: dalla rimessa lalerale di Dumfries, Perisic cambia fascia e si fa dare palla dietro la linea dei difensori rossoblu, quindi si mette in proprio sfruttando anche l'uno due con Barella, circumnaviga l'area superando in tunnel Barrow e chiude l'azione personale dal limite scaraventando in porta un bolide imprendibile per Skorupski. In ritardo anche Schouten nell'uscita, ma il croato fa una giocata pazzesca in quanto a tecnica, rapidità e potenza. I padroni di casa rimangono in apnea quasi per tutta la prima mezzora di partita: in fase di non possesso la squadra di Mihajlovic arretra portando undici uomini nella propria metà campo, ma la linea dei difensori (che diventa a cinque con gli esterni De Silvestri e Hickey in marcatura su Perisic e Dumfries) si abbassa fin troppo e i reparti rimangono slegati. Svanberg, Schouten e Soriano sono sempre in ritardo nell'inseguire e non riescono a fornire la giusta copertura, l'Inter comanda quindi il gioco tramite azioni manovrate che si servono anche di lunghi cambi di campo, ma commette l'errore di non concretizzare le occasioni create. Così al 28' sul cross dalla sinistra di Barrow, agevolato nell'occasione dal tempo e dello spazio concessogli da Calhanoglu, Arnautovic è abile a farsi trovare al posto giusto al momento giusto, vincendo senza problemi il duello con Dimarco, non il più esperto nel gioco aereo e sovrastato dallo stacco dell'austriaco, che infatti cercherà sempre la sfida allargandosi sul lato del 32 anche nel prosieguo della prima frazione. Il gol dell'1-1 infonde coraggio al Bologna, che si rimodella alzando il proprio baricentro e limitando anche le scorribande per vie centrali dei centrocampisti nerazzurri. L'Inter riguadagna il comando delle azioni puntando come al solito sulle fiammate dei suoi due esterni, ma in area manca sempre il guizzo decisivo.
Alla ripresa Dimarco, tallone d'Achille contro Arnautovic sul fronte difensivo, viene sguinzagliato più spesso in avanti da Inzaghi, ma i suoi quattro tentativi da fuori nel giro di 8 minuti sono imprecisi o facile preda di Skorupski. L'Inter continua ad affidarsi al gioco sulle corsie, il Bologna resiste alzando il muro con Soumaoro, Medel e Theate bastioni nella propria area. Barella agisce in sovrapposizione sulla destra permettendo a Dumfries di accentrarsi, poi cade nelle provocazioni di Arnautovic e dopo essere stato ammonito viene sostituito da Inzaghi: al 63' esce anche Correa nel doppio cambio operato dal tecnico, entrano Sanchez e Dzeko per un'Inter iper-offensiva. Il Bologna risponde 4 minuti dopo con gli ingressi in mediana di Aebischer e Dominguez che rilevano Svanberg e Soriano, quindi nell'Inter è il turno di D'Ambrosio che si posiziona a destra in difesa facendo rifiatare Dimarco (Skriniar spostato a sinistra). In attacco Dzeko con Lautaro sono i terminali offensivi in area, mentre Sanchez ha licenza di rifinitore con libertà di svariare su tutto il fronte. Al 77' altro cambio nei padroni di casa, stavolta in attacco con l'uscita di Barrow e l'ingresso al suo posto di Sansone, a 10' dal termine gli ultimi due di Inzaghi: fuori Dumfries e Calhanoglu, dentro Darmian e Gagliardini. Nell'azione successiva accade però l'imprevedibile con la papera clamorosa di Radu, identica nella dinamica a quella vista in Serie B con protagonista Buffon in Perugia-Parma: sulla rimessa all'indietro di Perisic, il portiere liscia il pallone e regala al neo entrato Sansone la firma sul 2-1. Inter così inaspettatamente sotto e all'assedio finale con un manipolo di uomini in area. Nel Bologna standing ovation per Arnautovic che lascia il proprio posto a Orsolini, ma ovviamente ormai si gioca solo dalle parti di Skorupski. Saltano gli schemi, non crollano le ultime resistenze dei rossoblu che proteggono il vantaggio anche nei 5' di recupero: l'Inter esce sconfitta per 2-1 dal Dall'Ara e rimane a meno 2 dal Milan capolista. Tanti errori della squadra di Inzaghi sia in zona gol (26 i tentativi a rete contro i 5 del Bologna) che, quello più evidente e decisivo, in porta con Radu. Non l'unico colpevole di una serata iniziata nel miglior modo, con il lampo di Perisic al 3', e poi andata decisamente storta.
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DanieleAlfieri7
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