"Diciamo che speravo in un inizio diverso. E come me, penso tutti gli italiani". Così Andrea Stramaccioni, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, liquida il ricordo della pessima partita della Nazionale contro il Belgio che l'Italia dovrà provare a cancellare questa sera contro la Turchia. La disamina dell'ex allenatore dell'Inter tocca pure le difficoltà dei giocatori importanti a offrire un rendimento pari al loro valore con la maglia azzurra: "Il calcio è una questione di equilibri, incastri e valori collettivi. Sono pochi i giocatori che decidono le partite da soli. Bisogna parlare di prestazioni individuali all’interno di un contesto di squadra. Noi ne stiamo creando uno nuovo, serve un po’ di tempo".

L’effetto Zenica si avverte ancora nelle parole dei giocatori: esiste l’elemento paura in certe partite?

"Non credo che chi va in campo pensi alla Bosnia. Anzi in certe situazioni si tira fuori il meglio per ribaltare un momento negativo. Semmai la fragilità mentale può emergere davanti a un episodio sfavorevole".

Cosa dobbiamo temere della Turchia?

"Montella ha cambiato qualcosa rispetto al Mondiale. Attaccano con intensità le corsie laterali e sono solidi. Hanno assenze pesanti ma anche diversi talenti come Arda Güler e Uzun che esprimono qualità dietro al centravanti".

A proposito di giovani, chi la intriga di più nella nuova nidiata?

"A parte Palestra, che non fa parte di questo giro di partite, vorrei vedere Kayode e sono interessato ai margini di crescita di Doumbia e Zoma".

Ma questa Italia, proprio avendo esterni come Palestra e Dimarco, è adatta a sviluppare il 4-3-3 caro a Mancini?

"Certamente, anche se il sistema va cucito su misura rispetto alle caratteristiche dei calciatori. Ho apprezzato ad esempio il tentativo immediato di far coesistere Esposito e Kean, allargando Moise da ala atipica. Il vero nodo semmai è un altro: trovare l’alchimia a centrocampo. Dev’essere adattata al palleggio che chiede Mancini. Perché dobbiamo fare i conti con la realtà: questo gruppo è composto da calciatori diversi da quelli che il nostro CT condusse alla vittoria dell’Europeo".

Sezione: Rassegna / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 09:20
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.